catalogo setolare

__________

<< | SM1010 | << | SM1000 | >> | SM990 | >>

 

>> SM1000
>> STEFANO GIUST
>> MKULTRA

 

MKULTRA

>> FOLDER CON CDR SILVER/BLACK | SOLD OUT

Stefano Giust _ percussioni elettroniche _ laptop

La composizione si presenta come una suite prossima alla minimal techno, con ventotto parti distinte, tutte con diverse combinazioni ritmiche e sonore, riconducibili a qualche decina di fonti sonore. Per comodità di fruizione il pezzo è stato suddiviso in tre tracce. Questi campionamenti, utilizzati dai pads percossi con le bacchette, sono stati precedentemente editati dai londinesi Andrej Bako e Karen O'Brien. La composizione è una ricostruzione radicale di una libera improvvisazione in solo, registrata dal vivo nell'ambito di un festival contro la realizzazione del ponte di Messina, svoltosi a Reggio Calabria il 15 luglio 2004, durante un tour con Rediffusion, di cui Giust faceva parte. Questo disco è coprodotto insieme da Setola di Maiale e Chew-Z Netlabel di Torino. Qualche nota a proposito del titolo: MKUltra è stato il maggior progetto di controllo mentale utilizzato dalla CIA fin dagli anni 50. Consisteva in un cocktails di psicofarmaci e nella costrizione ad ascoltare suoni e frasi, guardando su più monitors immagini di violenza, contrapposte ad altre più psicologiche - il soggetto veniva immobilizzato su una poltrona - e tutto questo andava avanti per giorni, anche mesi se necessario. Il fine era quello di annientare completamente la personalità del soggetto, che veniva svuotato delle proprie esperienze, per poi passare ad una seconda fase del processo, non molto dissimile dalla prima, in cui il soggetto veniva letteralmente riprogrammato secondo le necessità! A questa tecnica manipolatoria sono riconducibili numerosi attentatatori e responsabili di stragi. Molte delle scoperte riscontrate in questi esperimenti hanno permesso l'elaborazione di nuovi programmi di manipolazione mentale. Chi governa manipola!

"(...) Di “MKUltra” ne avevamo avuto un assaggio (succoso) in versione ridotta sulla riuscita compilation “First Aid Kit” della torinese Chew-Z, sentire ora quel brano in versione estesa ci induce nuovamente a rimuginare sul semplice dato di fatto che: Stefano Giust è uno dei migliori (è più curiosi) rappresentanti della scena impro (e non solo) italiana. Macchina ritmica implacabile e flessuosa Stefano. L’essere in perfetta solitudine non rappresenta un problema per lui; questa escursione elettro/acustica ne è la riprova. Forte di un bagaglio impressionante (le sue prime incisioni coincidono con l’entrata nell’adolescenza, 14/15 anni!), Giust elude abilmente il pericolo esposizione autistica (frequente in casi analoghi), innervando la sua ricerca di una nervosa attitudine comunicativa fuori dall’ordinario. “MKUltra” poggia solidamente le proprie basi su di un impianto elettronico dove le combinazioni ritmico/melodiche si rincorrono lungo una serie di ipnotiche apparizioni/scomparse d’inequivocabile fascino notturno. I campionamenti utilizzati dai pads percossi con le bacchette sono stati originariamente editati e manipolati dai londinesi Andrej Bako e Karen O’Brien (parte del progetto Rediffusion con lo stesso Giust; ne riparleremo…), la composizione finale ottenuta, è il remix di un’improvvisazione in solo, registrata dal vivo durante un festival contro la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina svoltosi a Reggio Calabria il 15 luglio 2004; proprio durante un tour con Rediffusion. Siamo dalle parti di una minimal techno scheletrica ma non troppo, potrebbe essere il parto tranquillo e non ossessivo di Scorn, ma potrebbe risultar tuttavia; anche l’elettrificazione di una fase percussiva africana. Stupisce l’attitudine popolare insita nel brano, poliritmie complesse e cangianti emulsionate e martellate una nell’altra senza soluzione di continuità; le linee melodiche che appaiono/ scompaiono come intraviste da dietro una porta socchiusa. Il bagaglio artistico/professionale di Giust d’altronde chiarisce in modo esaustivo sul dove e come si sia potuto sviluppare un linguaggio cosi personale; lunghi anni di militanza e rigore estetico/politico/formale. Autodidatta non ortodosso, Giust ha registrato qualcosa come 60 albums (a suo nome o co-leader), svariando fra impro, avant-jazz; elettronica pura e anche puntate in certo rock disarticolato e disastrato. Ha suonato con (alcuni per carità; son troppi da citare!), R. Paci, G. Gebbia, D. Pagliero, Luc Ex, J. Andreini, V. M. Laforgia, G. Mariani, A. Bako, K. O’Brien, G. Mitchell, A. Diagram, E. Ricci, G. Lenoci... È autore di colonne sonore per video installazioni e performance, e questo dato aggiuntivo può chiarificare ulteriormente la visibilità/fisicità tangibile nel suo percuotere. Inoltre (come non bastasse…), il Giust è anche (dal 1993), il fondatore del network/catalogo d’avanguardia Setola Di Maiale; con il quale ad oggi ha prodotto circa 100 dischi. In ultimo qualche nota sul titolo scelto; la parola all’autore: "MKUltra è stato il maggior progetto di controllo mentale (...). Chi governa manipola!" Detto questo, detto tutto. Siamo dalle parti dell’eccellenza!" M. Carcasi, Sands-zine, marzo 2007.

"(...) Stefano Giust lo avevamo già incontrato all’interno della compilation che presentava la Chew-z agli addetti ai lavori. Di certo il nostro non si può dire sia un emerito sconosciuto: batterista/compositore titolare dell’etichetta Setola Di Maiale, tenutario di più di sessanta lavori nell’arco di una quindicina d’anni, è proprio con la Chew-z (alla sua terza uscita, in co-produzione con la stessa Setola di Maiale) che sceglie di pubblicare il suo nuovo lavoro. Una musica che svela continuamente la tensione verso l’esplorazione ma nello stesso istante nasconde già il suo passato, non presenta mai il quadro generale se non una minima parte distrutta, lacerata, notturna e fascinosa e profonda, terribile. Quella di Giust è musica ossessionante e meccanica (MKUltra - scrive nelle note del disco- è stato il maggior progetto di controllo mentale utilizzato dalla CIA fin dagli anni 50...) che si regge sull’assenza/presenza di ritmo e sull’assenza/presenza di melodia, approfittando dei vuoti vibranti alla maniera degli Scorn di ‘Colossus’; è scheletrica e annebbiata, con varie frasi melodiche evanescenti continuamente sommerse sotto una coltre di poliritmie distrutte, ridotte a cellule, rimanipolate (dal collettivo londinese Redifussion) e remixate all’interno di un quadro generale che ha il sapore della techno minimale early-nineties. Ciò che colpisce è il sapere che il tutto è retto dal solo ausilio di una batteria, senza neanche un overdub: una comunicatività che rapisce e distrugge e trema e vibra." Giorgio Pace, RockLab.it, aprile 2007.

"(...) Stefano Giust, svizzero (?) trapiantato a Pordenone, dove ha esordito con la grandiosa Old Europa Cafe, è un percussionista e compositore autodidatta. Già unire questi due dati potrebbe farci pensare a un Mick Harris o a uno Z’EV, e forse un po’ ci si va vicini, se non fosse necessario menzionare anche il rapporto con il jazz. Coi due condivide certamente la propensione alle collaborazioni, come dimostra il catalogo della sua etichetta Setola Di Maiale, con cui – assieme alla net label Chew-Z – pubblica MKUltra. MKUltra è il nome di un esperimento su cavie umane della CIA che somiglia a una specie di “cura Ludovico” al contrario, in quanto pare fosse usato per svuotare il cervello delle persone allo scopo di trasformarle in attentatori inconsapevoli. Il cenno alle origini del titolo è doveroso, visto che Giust è uno che vuole la nostra attenzione sia per discorsi musicali (è impressionante quanta buona musica riesca a pubblicare/produrre e quanto sia alternativo a tutti i circuiti) sia per discorsi extramusicali, tant’è vero che questo disco è – cito la presentazione – “un remix di una improvvisazione in solo, registrata dal vivo nell'ambito di un festival contro la realizzazione del ponte di Messina, svoltosi a Reggio Calabria il 15 luglio 2004”. Tale remix pare incentrato su di un freddo minimalismo elettronico: utilizza e ricombina una manciata di suoni che inserisce in una sequenza ripetitiva e piuttosto ipnotica, capace – proprio come il succitato trattamento – di disperdere parte della nostra coscienza, tranne per lo scossone che danno alcuni momenti più abrasivi e molto efficaci (qui il paragone col progetto Scorn è in effetti spontaneo, anche se forse non del tutto accurato). Il download dal sito Chew-Z di MKUltra potrebbe dunque essere la scoperta di tutto un filone musicale nascosto: magari non riprogrammerà il cervello di nessuno, ma è un’esperienza sonica non da poco." Fabrizio Garau, Audiodrome.it 2007.

"(...) Il secondo disco virtuale ad essere pubblicato dalla Chew-Z è “MKUltra” di Stefano Giust. Una lunga traccia che si sviluppa su registrazioni di un concerto tenutosi a Reggio Calabria il 15 luglio del 2004. Musica elettronica improvvisata suonando sticks e pads, senza l'utilizzo di un sequencer né overdubs. Il tempo viene scandito dal suono delle percussioni elettroniche che come gocce invadono l'atmosfera fin dai primi istanti: lentamente l'incessante susseguirsi dei suoni acuti delle percussioni riempie il paesaggio sonoro come un temporale. Poi alcune distorsioni appaiono sull'orizzonte e l'aspetto improvvisato della musica di Stefano Giust prende il sopravvento su quello descrittivo." Roberto Mandolini, Rockerilla 2007.

"(...) Cerebrale, neve bianca che cade sotto il sole d'agosto, dissonante, maestria del suono scomposto in mille forme, suoni ultramolecolari che viaggiano di pari passo con rumori dal sapore industrial. Un lavoro di pura ipnosi, di costruzione nervosa, dove i suoni flessuosi e cupi di Andrej Bako e Karen O'Brien - autori di tutti i sample di questo disco sui quali MKUltra (Stefano Giust) ha agito con il suo consueto lavoro di destrutturazione - vengono spezzati dal ritmo circolare di suoni glitch, atmosfere languide che intervengono a spezzare la buia umoralità del suono. Un'architettura scheletrica e rumorosa tanto da sembrare una danza tribale elettrificata. Tempi dal passo lento e cadenzato, quasi dub ma strutturato su di un rumorismo inquieto. Silenzio infranto da colpi duri, multiritmia difforme e mutevole, una base univoca e sequenziale crea il cardine contiguo su cui i tre estratti si basano ricevendo lievi ma complesse variazioni; una chiusura liquida e muta, che con estrema attenzione prova a non risvegliare dal torpore in cui ci ha trascinato. MKUltra crea un live set unico, di esplorazione sonora senza limite, costruito su ritmi incalzanti fatti di suoni manipolati, gocce di risonanza in cui immergersi con membra e neuroni, un lavoro che ha bisogno di predisposizione mentale e un capace background elettronico, proprio perchè non convenzionale, un lavoro come pochi se ne ascoltano al momento, un'importante quadro di ricerca mai fine a se stesso. Se vogliamo un piccolo gioiello di sperimentazione oculata." Oscar Cini, Rockit, 2008.

01 _ MKUltra 25:00

(C) + (P) 2007