catalogo setolare

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>> SM1270
>> ELA ORLEANS
>> LOW SUN / HIGH MOON

 

LOW SUN / HIGH MOON

>> FOLDER CON CDR SILVER/BLACK

Ela Orleans _ violino _ chitarra elettrica _ pianoforte _ voce _ registratore a 6 tracce _ campionatore _ dischi

Ha scritto sulla sua musica: "la struttura delle mie composizioni è metodicamente improvvisata in circoli di strati. Atonalità e disintegrazione sono il risultato di un sopraffatto mentale e l'indicazione di malattia causata da una concussione. Le frasi sono imprecise, accidentali e determinate da ciò che ritengo interessante, ma non necessariamente gradevoli. Io uso violino, chitarra, pianoforte, voce, registratore a 6 tracce, campionatore e la mia piccola raccolta di dischi. Sono ispirata dalle onde radio, dal rumore ambientale, dalle conversazioni, dalla routine quotidiana, dalla letteratura e dalla fisicità di suonare uno strumento." Il disco è stato registrato tra il 2007 e il 2008 a Brooklyn, New York City, città in cui vive da anni dopo aver lasciato il suo paese natale, la Polonia. Le parole del pezzo Elegy sono state scritte da Sara Ellen Lessard. Per maggiori informazioni: www.myspace.com/elaorleans.

"(...) Registrato fra il 2007 ed il 2008 a New York (città dove vive da anni, dopo aver lasciato la Polonia), questo primo lavoro di Ela Orleans, stupisce, per qualità e varietà, di soluzioni e suggestioni. Ela Orleans, è nome intercettato con i pop Hassle Hound, che potrebbe far sobbalzare non pochi e non poco. Indaffarata, fra teatro, ed intrecci con la scena noise/sperimentale della grande mela, spiazza e confonde piacevolmente. Da violino, chitarra elettrica, voce, pianoforte, campionatore, sei tracce, e la sua collezione di dischi, strizza fuori undici brani, che passano disinvoltamente, dal pop vintage al kraut, dal minimalismo di deriva storica ad una visione di frontiera, folk e sottilmente sballata e lisergica. Bello veramente! Echi singolari e suggestioni importanti. Ad occhio e croce, Can, Steve Reich e Terry Riley, Robert Wyatt ed i Faust, i Velvet e gli Stereolab, Zeena Parkins, Syd Barrett, il surf e gli Opal. Dell'altro, che resta impigliato sulla punta delle dita. Dall'enigma circolare dell'iniziale Low Sun, passando per la svagatezza di Elegy, i vagabondaggi malinconici sotto un sole calante, di Four, Pattern In Situation (strepitosa e di commovente midolloWyatt), Time Machine, le discese sospese, alla Tuxedomoon di High Moon, il quadro esposto, risulta sempre sfuggente e zeppo di idee intriganti, martellate in low fidelity. Dice di se stessa: Sono ispirata dalle onde radio, dal rumore ambientale, dalle conversazioni, dalla routine quotidiana, dalla letteratura e dalla fisicità di suonare uno strumento. Tutto vero, aggiungerei, il miagolio dei mici in amore, ed il martellare del ritmo cardiaco nelle orecchie, ascoltato in una giornata afosa, con i grilli di sottofondo. Una delle più singolari uscite in casa Setola Di Maiale. Fra le più belle e sbiellate. Malinconia, sottilmente ironica e saltellante Da ascoltare e riascoltare." M. Carcasi, Kathodik 2009.

"(...) Voci nuove dall’est europeo. Polacca d’origine, ma approdata prima a Glasgow e infine a New York, Ela Orleans fa parte di una nuova frontiera innovativa più nei metodi, uso di loop eccetera, che in quelli che sono poi i risultati conseguiti. Questa produzione setolare può essere divisa in brani strumentali ed in canzoni di tipo più classico. Iniziando con queste ultime è piuttosto facile individuare un’ascendenza nel primo Syd Barrett (quello di Arnold Layne), complice anche l’uso di una voce un po’ ‘impastata’, o nel primo Robert Wyatt. La longa barda dei due s’intravede rispettivamente in Elegy e In Spring, mentre in Time Angel sembra compiersi una sintesi fra il ‘rosa’ e il ‘soffice’. Forti di queste basi è poi facile ritrovare l’influenza del minimalismo rivisto da Floyd, Soft e Crimson – le linee di chitarra richiamano spesso alla mente David Gilmour - anche nei brani strumentali (emblematici i dodici minuti di Low Sun e gli otto di High Moon), o comunque cantati ma racchiusi in una struttura meno classicamente definibile (Density Clouds). Le sequenze ripetitive dei brani più brevi vanno a sommarsi, in quelli più lunghi, in flash di anelli concatenati. Chiaramente la ragazza ci mette del proprio, in particolare nelle tessiture e nei ritmi che giocano le carte dell’elettronica contemporanea, con accostamenti anche plausibili con il femminino casalingo di Miss Brokesch. Veramente fantastica è Pattern In Situation, una machinerie situazionista compensata da un dialogo maschio-femmina in una qualche lingua slava (magari proprio il polacco o il russo). Un giovane e promettente talento del quale risentiremo probabilmente riparlare." Mario Biserni, Sands-zine 2010.

01 _ Low sun 12:15
02 _ Elegy 4:54
03 _ Four 4:33
04 _ Homily 2:52
05 _ In spring 3:34
06 _ Pattern in situation 4:24
07 _ Density clouds 1:43
08 _ Time machine 2:58
09 _ Parsees’soma 3:49
10 _ Time angel 3:45
11 _ High moon 7:33

(C) + (P) 2008