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>> SM1840-1850
>> GUITARS: AN ANTHOLOGY OF EXPERIMENTAL SOLO GUITAR MUSIC (Stefano Pilia / Olaf Rupp / Michal Dymny / Manuel Mota / Marco Tabellini / Chris Iemulo / Alvari Lume / Pablo Montagne / Eric Arn / Mikaele Pellegrino / Jonny Drury / and more)
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>> DIGISLEEVE CON COSTA E 2 CDR STAMPATI | SOLD OUT

Stefano Pilia / Anders Lindsjö / Olaf Rupp / Neil Davidson / Michal Dymny / Manuel Mota / Marco Tabellini / Chris Iemulo / Alvari Lume / Hannes Buder / Gilles Laval / Peter Stenberg / Brian Mitchell / Nicotina / Pablo Montagne / Roger Sundström / Eric Arn / Thomas Barrière / Mikaele Pellegrino / Yannis Frier / Jonny Drury / Filippo Giuffré / Olivier Bost

Suonare in solo è una delle cose più naturali, specialmente per un musicista che suona la chitarra; è così che generalmente si prova e si sviluppa un suono personale. Il solo può anche essere un modo conveniente di registrare e esibirsi dal vivo. Inoltre, quasi tutti i chitarristi più influenti e innovativi sono anche grandi solisti. Questa antologia raggruppa 23 chitarristi da tutta Europa, diversi per età e background, e mostra una varietà estremamente ampia di stili e approcci. Alcuni di questi musicisti si conoscono personalmente perché hanno suonato insieme, fra alcuni esistono legami di influenza, o rispetto reciproco. Altri approfitteranno di questa occasione di conoscenza, scambio e confronto con colleghi finora sconosciuti. I musicisti che sono stati invitati a contribuire a questo progetto hanno anche avuto un concept con il quale rapportarsi liberamente: “la relazione fra improvvisazione e composizione”. Questo elemento è forse la ragione per cui la musica qui raccolta mostra una tale varietà di forme, partendo dall’improvvisazione radicale fino ad arrivare a vere e proprie partiture scritte. L’ascoltatore potrebbe anche trovare un concept parallelo, incentrato sulla ricerca e lo sviluppo di tecniche estese. La varietà di suoni è perciò impressionante, così come la gamma di toni e ‘mood’ (da atmosfere intime e delicate a drone ipnotici, manipolazioni umoristiche, melodie dolenti, feedback minacciosi o attacchi aspri e aggressivi). Infine, uno dei propositi di questa antologia è di mappare lo stato attuale della chitarra nel campo della musica sperimentale e di avanguardia in Europa. Tenendo bene a mente che sarebbe comunque impossibile essere assolutamente esaustivi (Sanna, Morgia, Ferrian, G. Mitchell, IoIoI, Russell, Caliri, solo per citarne alcuni), è comunque auspicabile che quest’album metta in luce idee e connessioni valide, stimolando tanto il miglioramento di forme già esistenti quanto la ricerca di nuovi percorsi possibili. L'intero progetto è stato pensato e coordinato dal chitarrista Marco Tabellini che insieme a Giust ha prodotto l'album.

"(...) Era questo un progetto allo stesso tempo un po’ folle e assolutamente necessario. E ora è un doppio album tanto austero nell’aspetto quanto ricco nel suo contenuto. Ecco dunque Guitars: An Anthology Of Experimental Solo Guitar Music. All’ascolto, non assomiglia a nulla di conosciuto, fra melodia extra-terrestri e sinfonie per corde tamburellate. Si avanza in questi due album come in una foresta vergine, circondati da rumori inauditi e da suoni che sfidano la comprensione. Spesso ci si domanda persino se si sta ascoltando veramente una chitarra, da quanto alcuni si sono ingegnati a manipolare la sonorità originale del loro strumento fino a renderlo completamente irriconoscibile. Bisogna anche dire che questo doppio album è fatto per orecchie competenti e spiriti appassionati di sperimentazioni estreme. Ma premesso questo, che avventura ci è offerta! Ci vorrebbe pertanto una buona dose di coraggio per osare proporla a 23 chitarristi da tutta Europa e ancora più audacia per mettere tutte le registrazioni raccolte su un doppio album. È l’etichetta italiana Setola di Maiale che ha tentato ed è riuscita in questa bellissima impresa. Bisogna dire che dalla sua fondazione, nel 1993, questa etichetta non ha più paura di niente in materia di musiche non convenzionali. Ne ha addirittura fatto un fiero fondamento della propria esistenza. E la cosa funziona! La lista di musicisti già messi su disco da questa etichetta è d’altronde impressionante, almeno quanto il numero di album già usciti. Non stupisce dunque che sia stata Setola di Maiale a editare questa Anthology Of Experimental Solo Guitar Music, con la più grande serietà per quanto riguarda la produzione e senza la minima concessione dei confronti di generi musicali. Quanto agli stili incontrati in questo doppio album, sono decisamente vari. Si va dalla composizione calcolata al millimetro alle improvvisazioni più selvagge, passando per tutte le vie intermedie possibili e soprattutto immaginabili. E tutto va bene per pervenire ai propri fini, la ricerca del Graal sonoro, l’umore, la naturalezza, la casualità, l’azzardo, l’errore, tutto vi dico! Ma non importa il come. Si sente, si prova addirittura, da parte di tutti i chitarristi, una passione per il risultato, che sia ricercato o inatteso. Ci si strofina alle corde, si scivola sul manico, si entra nella cassa, tutto è permesso a condizione di pervenire al risultato sognato. Allora, l’avventura vi tenta, tendete le orecchie verso questo territorio sonoro dalle molteplici sorprese." Frédéric Gerchambeau, Traverses n. 30.

"(...) Setola di Maiale propone questa corposa antologia di chitarristi europei, alcuni dei quali abbastanza conosciuti (Stefano Pilia, Manuel Mota, Pablo Montagne, Nicotina), la gran parte meno. Il tema che è stato dato ai musicisti è "la relazione tra improvvisazione e composizione", riflessione forse un po' consunta ma funzionale allo svolgimento di tecniche e attitudini molto distanti le une dalle altre: da chi usa le corde in maniera tutto sommato classica a chi (la maggioranza) ne eviscera ogni possibilità mutante, da chi si concentra sulle capacità percussive del corpo (e altre parti) dello strumento a chi lo (le) compenetra nella definizione armonica. Il tutto in una varietà di accenti, timbri, tessiture e mood tra loro diversissimi fino a che non opposti; difficile citare qualcuno in particolare - spezzo però una lancia per Olaf Rupp, Marco Tabellini, Pablo Montagne, Roger Sundstrom e il veramente ottimo Gilles Laval - in un lavoro compatto, coeso e senza sbalzi di qualità, molto ben assemblato ed estremamente piacevole da sentire. Insomma non il 'solito' disco per addetti ai lavori che si pavoneggia stancamente ma una preziosa mappatura delle possibilità, perchè scommetterei che qui dentro ci sono nomi di cui sentiremo parlare in futuro. (8)" Stefano Isidoro Bianchi, Blow Up 2010.

"(...) Qualcuno dei più attempati la fuori ricorda quella mitica compilation intitolata Guitarrorists? Beh... si trattava di un doppio lp e cd che conteneva pezzi di Lee Ranaldo, J Mascis, Wayne Coyne e compagnia. Questo doppio cd-r è la continuazione ideale di quello che era stato fatto ai tempi. "Una antologia di chitarra sperimentale solista", forse è l'unica cosa su cui mi sentirei di dissentire, si tratta di sperimentazione per chitarra? di tecniche inconsuete, di chitarrismi strani, sghembi, di estremismi chitarristici e di cacofonie o di melodie aliene ma non so si tratti di vera e propria sperimentazione: per altro cosa è sperimentale e cosa non lo è? Ed in base a cosa lo decidi, caro amico critico da salotto? facciamo che me lo chiedo io stesso e tutti ci diamo la nostra risposta. Manuel Mota, Chris Iemulo, Pablo Montagne, Stefano Pilia, Olaff Rupp e molti altri più e meno conosciuti, solisti e non, anche se qui si trovano solo nella prima veste. L'assortimento delle tracce va dalla melodia ai drone, dalle chitarre vagamente free alle oscurità e alle asperità di Kaspar Brotzmann e/o Page Hamilton al di fuori degli Helmet (in duo con il primo o Band Of Susan), dai deliri semi-noise avant alla Frith, tracce con forma canzone, tracce senza forma e senza soluzione melodica, carezze e cazzotti. Tanto come successe quandi comprai il vinile di Guitarrorists non posso fare a meno di pensare che l'ottima qualità dei chitarristi coinvolti, il buon gusto delle tracce ed una playlist molto riuscita rendono un sampler potenzialmente noioso molto più fruibile di quanto non si poss pensare, anzi devo dire che è stato un piacere far girare questi due cd mentre me ne stavo seduto sul divano a godermi una bella tazza di camomilla." A. Ferraris, Sodapop 2011.

"(…) La chitarra è sempre stata vista come uno strumento solista, classica, acustica, elettrica, e la figura del guitar hero rockettaro o del concertista classico o del folker acustico ha sempre attirato le fantasie e le simpatie di chi si accingeva a voler imparare a suonare uno strumento. Questa antologia raggruppa 23 chitarristi da tutta Europa, diversi per età e background, e mostra una varietà estremamente ampia di stili e approcci, conseguenza naturale di chi matura "in solo" un proprio stile personale. Inserisco questo doppio cd in questo libro perchè il concept alla base di questa iniziativa è "la relazione tra improvvisazione e composizione". Questo elemento è forse la ragione per cui la musica qui raccolta mostra una tale varietà di forme, partendo dall'improvvisazione radicale fino ad arrivare a vere e proprie partiture scritte. Altro elemento di base comune potrebbe essere il desiderio di estrema ricerca e lo sviluppo di tecniche estese: la varietà di suoni è impressionante, una vera babele linguistico-musicale di toni e atmosfere, da situazioni intime e delicate a drone massicci e ipnotici, manipolazioni cabarettistiche, melodie scalcinate, feedback aggressivi, blues sgangherati e minimali. Inutile o superfluo citare quel brano o quel chitarrista (anche se l'orgoglio di patria mi impone di segnalare Stefano Pilia, Marco Tabellini, Mikaele Pellegrino, Nicotina, Filippo Giuffrè e Pablo Montagne) essendo il livello qualitativo medio dei brani sempre molto alto. Bellissima quindi questa idea di mappare lo stato attuale della chitarra nel campo della musica sperimentale e di avanguardia in Europa. Una simile cartina geografica musicale così compressa può essere di valido stimolo per creare nuove idee e nuove connessioni tra i musicisti, stimolando sia il miglioramento di forme già esistenti che la ricerca di nuovi percorsi sonori, per generare occasioni di scambio, conoscenza e confronti tra colleghi. Mi auguro sinceramente che questa idea faccia strada e che questa sia solo l'inizio per altre iniziative di questo genere! Una nuova conferma dell'eccellente qualità proposta da questa casa discografica, ormai attiva da 17 anni." Andrea Aguzzi, 121 Cd per la Chitarra Contemporanea, libro 126 pagine, dicembre 2010.

"(...) 'Playing solo is one of the most natural things, especially for a musician who plays guitar'. Basterebbero queste parole unite al sottotitolo di questa compilation in doppio cd per indicarne il senso e misurarne il valore. Ventiquattro tracce per 23 artisti europei (Olaf Rupp è presente coi due movimenti della sua Cold Winter Nocturno) impegnati a mostrare l’interazione e la relazione tra improvvisazione e composizione, ognuno ovviamente seguendo il filo della propria sensibilità, del proprio background e della propria essenza sonora. Volti noti (Stefano Pilia, il Nicotina di casa Burp Enterprise il portoghese Manuel Mota), meno noti e qualche strana assenza (il Ninni Morgia frequentatore assiduo del catalogo Setola di Maiale) si alternano lungo i due cd impegnati a mostrare come il solo di chitarra possa assumere uno spettro amplissimo di possibilità. Dal droning più o meno rumoroso (Titel 10 di Brian Mitchell, Keening Alloy di Eric Arn) al minimalismo intimista (la Children Ghosts dedicata ad Oren Ambarchi di Stefano Pilia, Ground di Alvari Lume, Djin di Gilles Laval) e al chitarrismo isolazionista (Thomas Barrière e la sua Fujin), passando per tutte le varianti weird (l’isolazionismo ubriaco della Casual 88 di Nicotina, quello bluesy sfrangiato di Roger Soundström), rumoriste (la Ex Delicto di Anders Lindsjö, la stordente Oh Mann…Linda di Mikaele Pellegrino), fingerpicking (Etude #10 di Marco Tabellini), noise (Chris Iemulo con Myself Is Resonance, il Pablo Montagne di Geomagnetico) di carne al fuoco ce n’è per ogni gusto. Di certo c’è non solo la vivacità, la bontà e l’estrema serietà (quasi accademica) della ricerca del panorama chitarristico europeo, quanto la intelligente e lungimirante lucidità di casa Setola nel comprendere come mappare questa marea montante di eccelsa creatività sia una stringente necessità più che un mero vezzo autoreferenziale. Soprattutto nel mare magnum dell’iperproduttività contemporanea mai come ora capace di far emergere iceberg stimolanti e produttivi come il presente Guitars." Stefano Pifferi, SentireAscoltare 2011.

DISCO UNO

01 _ Stefano Pilia _ Children Ghosts (for Oren Ambarchi) 5:12
02 _ Anders Lindsjö _ Ex Delicto 4:17
03 _ Neil Davidson _ Heritage, Priscilla 3:52
04 _ Olaf Rupp _ Cold Winter Nocturno I 2:42
05 _ Olaf Rupp _ Cold Winter Nocturno II 1:54
06 _ Michal Dymny _ Living on a Plate 4:41
07 _ Manuel Mota _ untitled 2:20
08 _ Marco Tabellini _ Étude #10 4:27
09 _ Chris Iemulo _ Myself is Resonance 5:41
10 _ Alvari Lume _ Ground 5:29
11 _ Hannes Buder _ Be Moon But Not Cold 6:14
12 _ Peter Stenberg _ Ritmo (live at Motvikt #14) 5:13

DISCO DUE

01 _ Pablo Montagne _ Geomagnetico 5:07
02 _ Brian Mitchell _ Titel 10 5:24
03 _ Gilles Laval _ Djin 4:38
04 _ Nicotina _ Casual 88 – The Dubious Stairwell 4:52
05 _ Roger Sundström _ Peppered Moth 5:03
06 _ Eric Arn _ Keening Alloy 5:45
07 _ Thomas Barrière _ Fujin 6:04
08 _ Mikaele Pellegrino _ Oh mann... Linda 1:19
09 _ Yannis Frier _ Statuaire court-circuitée 5:01
10 _ Jonny Drury _ Metal Return Urge 2:50
11 _ Olivier Bost _ Envoi 6:43
12 _ Filippo Giuffrè _ Congestione e Paralisi 6:21

(C) + (P) 2010