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>> SM1900
>> PABLO MONTAGNE / GIACOMO MONGELLI
>> CRUDITÉS

 

CRUDITÉS

>> FOLDER A TRE ANTE CON COSTA E CDR STAMPATO

Pablo Montagne _ chitarra elettrica _ chitarra acustica
Giacomo Mongelli _ batteria _ percussioni

É questo un ottimo duo che si esprime attraverso stimolanti idee compositive e improvvisative, sempre a quattro mani, ossia nel disco non ci sono dei 'solo' ma solamente duetti - come tengono loro stessi a sottolineare nelle note di copertina. A emergere è il rapporto timbrico/ritmico fra i due strumenti (chitarra elettrica/acustica e batteria/percussioni) dove, in diverso modo, si fondono in Tessiture Mobili/Immobili Metalliche e Blocchi IperRitmici, dando vita ad una musica molto fisica e tridimensionale. Importante è sottolineare il dialogo fra gli elementi compositivi e organizzativi (numerici, ciclici) e la natura timbrica, la fisicità e non ultima la storia dei due strumenti. La musica è rigorosa e attualissima, priva di compromessi; ne risulta un duo ben nervoso e urbano nelle suggestioni. Per maggiori informazioni sui due musicisti: www.myspace.com/pablomontagne - www.myspace.com/giacomomongelli - www.chaqueobjet.net.

"(...) E' quella che viene definita la "giusta distanza". Sono il controllo e la padronanza. Le cose che contano. La pietanza servita da Montagne e Mongelli ne è una quintessenza. Perché, va bene, la musica deve (può) essere potenza, passione, spinta, ma senza polso tutta l'energia è solo un putiferio inutile, dispersione, un favore al nemico. Lo spazio d'esercizio del duo è quello del rock " liberato da se stesso" e del para-jazz, tra fu-spartito e improvvisazione, dove la struttura dialogica chitarra-percussioni viene animata da una notevole prestanza fisica però tenuta a guinzaglio stretto. Così è tutta un'esaltazione di nervature e spasmi nelle veemenze hard-funk ( Error Rate, Flying achine, Heavy Boxes), fin nei raids, meno di un minuto ciascuno, di Melt#1, #2, #3, dove chitarra-batteria sono un essere solo che s'incendia senza consumare energia, (non fusion bensì, melt jazz rock). Il vitalismo inesausto assume forme ginniche serrate e rapidissime (Expérience Pour la Portance d'une Aile), poi si esprime anche e meglio nelle esplorazioni circospette. Pizzicati e percussioni e armonici ( Vues Latérale et Frontale, Pot), interplays quasi pugilistici con curiosi effetti di crash (Pool of Sand). Ma è anche da come viene trattata la melodia che si coglie la statura dei musicisti. Si prende un tema blues al limite del banale, lo si inturgidisce appena e poi lo si porta in punta di penna e bacchette sull'abisso della dissonanza un paio di volte. Questo resiste nel suo codice emozionale e vi si ficca in testa (Figure Suivante). Altro che diete vegetariane, qua c'è tanto carburante sonico per fare andare il motore del vostro cervello. (8)" Dionisio Capuano, Blow Up 2011.

"(...) E fu così che Pablo Montagne pagò il suo tributo al rock. A modo suo, ovviamente, anzi a modo loro. In questo cd, il suo secondo lavoro per l'etichetta super – indipendente Setola di Maiale, Montagne è validamente affiancato dalle bacchette precise e flessibili di Giacomo Mongelli. E assieme lasciano davvero il segno, il rock, quello che si potrebbe trovare nella formula classica del power trio, viene smontato, metabolizzato e rielaborato in una serie di blocchi sonori all'insegna di un uso poliritmico della chitarra e della batteria, con una serie di call & response serrati, nervosi e distorti. Entrambi sono ottimi musicisti, entrambi si muovono a loro agio nei confini che separano, o forse è meglio dire uniscono, due concetti apparentemente separati come improvvisazione e composizione, un percorso concettuale che sembra essere diventato il tratto distintivo di Pablo Montagne, un percorso che si era già chiaramente delineato in un disco maturo come Solo Immobile, uscito nel 2010 [vedi SM1810]. Ascoltando questo disco forse è più facile cogliere qualche riferimento a una certa scena newyorkese, vicina ai Naked City, a una idea innovativa di grindcore, ai Black Sabbath che decidono di suonare con Chad Wakerman alla batteria…. Mongelli si rivela il compagno ideale per la chitarra di Montagne, un groove potente, preciso, pulito, ritmi complicati gestiti con (apparente) semplicità e scioltezza, una tecnica affidabile e un senso del tempo capace di spaccare il capello in quattro. Ascoltandoli suonare assieme si nota subito la loro affinità e la loro capacità di intesa con uscite in ambiti anche free jazz e contemporanei. Lunga vita al rock e a chi è capace di reinterpretarlo e di ravvivarlo iniettando sempre nuova linfa vitale… out of the blue and into the black...". Andrea Aguzzi, Chitarra e Dintorni-nuove musiche, 2011.

"(...) Chitarra elettrica e acustica, percussioni e batteria, in fitto, libero dialogo. Lavoro che non contiene fasi solistiche. “Crudités”, coniuga la ricerca viva e grezza effettuata sul corpo chitarra (urgenza che non teme le intuizioni fuor dal consueto panorama impro...), ed il battito incessante (da nevrosi ritmica), dei metalli e tronchi cavi, che sottolineano, deviano, avvalorano tesi. Il tutto, di natura spontanea (composizione/esecuzione). Le idee messe a fuoco, son (in alcuni frangenti) squassanti. Una visione che si nutre di metalli, di scorie, di inceppi e scapicolli. Riuscendo a sollecitar in un sol colpo, gli orfani della sperimentazione di casa SST (Joe Baiza con i Saccharine Trust e Greg Ginn con i Gone) e chi, proprio non riesce a trattener un sospiro, nel sentir il nome Derek Bailey. Nel mezzo, ad intorbidir ulteriormente le acque, echi di carillon metallico/sfasati ed atonali eruzioni spontanee. Error Rate, è apertura/lezione da tener a mente, per ogni hendrixiano non bolso ed ogni rocker matematico. Melt #1, Flying Machine, Heavy Boxes (andazzo da southern boogie, folgorante...), Melt #2, We Don't Need, Melt #3, son botte combinate, fra impatto fisico e combustione concettuale. Pool Of Sand, Pot e Pool Of Steel, è dove il suono erompe e zampilla spontaneo. An Antidote, un frammento da tradizione rock, con dentro umori, amori e maledizioni. La formula complessiva, è essenziale e sgambettante. Dunque, contattateli, organizzate live, ed acquistate prima il cd (ovvio). Insomma, muovetevi per il vostro, e loro piacere. Non ve ne pentirete. Coraggio e solida concretezza a bizzeffe." Marco Carcasi, Kathodik 2011.

"(...) Nuovo disco per Pablo Montagne e Giacomo Mongelli, nuovamente su Setola Di Maiale e nuovamente gran bel lavoro anche se considerevolmente distante dal disco precedente. Se ve lo ricordavate sommesso per sola chitarra e quasi strozzato, rieccolo accompagnato da una batteria e per nulla tranquillo. Nulla di particolarmente noise, ma si tratta di una serie di duo per chitarra e batteria che ricordano vagamente alcune cose dei Dennison Kimball Trio (che Dio li abbia in gloria!) un poco di Bailey armato di elettrica e alcune cose della Skin Graft di quelle fra storture e pseudo impro. Questo cd raccoglie una serie di tracce che variano fra gli uno e i tre minuti, schegge jazzy-noise-rock in cui la chitarra viene spesso usata in modo ritmico, rumoroso, percussivo e molto ben affiatata con la batteria, anzi in questo senso la forza di Pablo Montagne è quella di essere perfettamente in sintonia con Mongelli. Anche con l'elettrica il risultato non cambia, dato che spesso pur lavorando sullo stesso accordo l'idea di inceppamento ritmico ritorna e rimane comunque efficace. Questo lavoro in duo dimostra come avere le idee chiare sul suono o una spiccata fisionomia permetta di avere una riconoscibilità a dispetto dei miliardi di dischi del genere che saranno già usciti. Immagino che la definizione jazz rock possa aver sviato molti di voi, non aspettatevi di certo dei King Crimson in dissonanza o del Canterbury leggermente più radicale, le influenze si sentono tutte ma il grado di spigolosità della maggioranza di queste tracce è ben maggiore. Montagne dimostra nuovamente di essere uno da tener d'occhio... e d'orecchio." Andrea Ferraris, Sodapop 2011.

01 _ Error rate 3:49
02 _ Expérience pour la portance d'une aile 2:04
03 _ Homme en parachute 2:17
04 _ Deux tetes grotesques 1:11
05 _ Melt #1 0:49
06 _ The two dancers 1:31
07 _ Pool of sand 1:53
08 _ Portrait de jeune femme 2:22
09 _ Flying machine 4:30
10 _ Heavy boxes 3:01
11 _ Pot 3:48
12 _ An antidote 3:15
13 _ Figure suivante 4:12
14 _ n 2:09
15 _ Vues latérale et frontale 2:24
16 _ Melt #2 0:56
17 _ We don't need 3:07
18 _ Melt #3 0:54
19 _ Pool of steel 1:03

(C) + (P) 2011