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>> IPERSENSITY (Stefano Giust / Daniele Pagliero)
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CDR digifile
Stefano Giust _ percussioni elettroniche _ laptop editing
Daniele Pagliero _ laptop _ strumenti analogici ed elettronici
Secondo album per Ipersensity, duo radicale d'improvvisazione elettronica. Allo stesso modo in cui è stato costruito il primo lavoro del 2002 (vedi SM630) la musica di Second Issued è stata generata ed organizzato secondo questa modalità: Pagliero invia tramite collegamenti midi, suoni 'vivi' ad otto pads elettronici che Giust suona utilizzando le bacchette. In questo modo le scelte operate da un musicista si riflettono sul lavoro dell'altro. In pratica il suono (altezza, timbro, volume, attacco, etc.) di ciascun pad può cambiare/alterare in qualsiasi momento e analogamente, anche il lavoro di percussione, secondo la sensibilità/necessità tipica in un duo di improvvisazione libera. C'è uno strettissimo rapporto tra sviluppo sonoro e movimento ritmico: solitamente dipendono da un singolo improvvisatore ma in questa peculiare circostanza sottostanno ai due esecutori. In fase di masterizzazione non sono state eseguite nè sovrancisioni nè alterazioni dei suoni. L'album è stato registrato il 29 e il 31 dicembre 2005, negli stessi giorni in cui moriva il grande musicista inglese Derek Bailey, al quale questo disco è dedicato. La musica prodotta risulta più accessibile rispetto al primo disco: ogni improvvisazione infatti è stata organizzata al fine di comporre istantaneamente dei brani strumentali in forma libera. Ipersensity ha il dono della ubiquità: se fosse presente in un negozio di dischi dovrebbe trovarsi nella sezione dedicata alla musica elettronica (Thomas Brinkmann, Rechenzentrum, Autechre, Pansonic,...) ma anche in quello dell'improvvisazione radicale. Il progetto Ipersensity, a quattro anni dalla sua nascita, ci sembra non abbia eguali nel panorama elettronico contemporaneo. Per maggiori info: www.myspace.com/ipersensity.
"(...) Il duo Stefano Giust (mr. Setola Di Maiale e qualche altro migliaio di cose…) e Daniele Pagliero (Lo Dev Alm, Larsen, Frammenti, Chew-Z Netlabel), procede spedito senza intoppi nella sua missione ricognitiva dalle parti di un’elettronica radicale; gelida e dislessica (nonché ossessiva). Il progetto, nato nel 2001, orienta la barra del proprio timone, verso un’ipotesi percussiva/digitale striata da filamenti ambient glaciali, occasionalmente intersecati da bizzarre progressioni dal sapore etnico/rituale. Tutto è all’insegna di un’asciuttezza espressiva ammirevole, Giust si divide fra percussioni elettroniche e laptop; Daniele Pagliero si occupa della strumentazione analogica/digitale e dell’altro laptop. Il rapporto fra i due si sviluppa nel seguente modo: Pagliero tramite collegamento midi invia suoni in tempo reale ad otto pads elettronici che Giust suona utilizzando le bacchette. Le scelte prese all’istante da un musicista si riverberano in tempo reale nel lavoro dell’altro (altezza del suono, timbro, volume, attacco; etc…) generando un flusso costante di informazioni manipolate al momento. Bizzarro ed intrigante! Siam dalle parti dicevamo di un’elettronica perlopiù glaciale, una polverizzazione di segnali e frammenti in continua evoluzione dove si possono scorgere similitudini con: i nervosismi taglienti del primitivo Aphex, il movimento ondulatorio/onirico di Scanner, la reiterazione dannata di Scorn, le osservazioni meditabonde al silicio degli Autechre, gli scricchiolii infiniti e pulsanti di Thomas Brinkmann, i vuoti/pieni dei Pansonic, convulsioni più marcate e lontane parenti del vecchio industrial; e un sottile refolo etnico metallizzato (profumo di oriente e di gamelan per intenderci). Ma sono soltanto indicazioni di massima, il gioco in questione tende ad eludere le facili fascinazioni, i riferimenti si emulsionano uno nell’altro e poi si annullano vicendevolmente. Questioni di addizioni e sottrazioni. Una linea orizzontale che si spezza imprevista, più e più volte. Well Prepared To Say Nothing, Leviathan Rising e Besoffener Pfarrer, sono tre perfetti esempi dello stato dell’arte proposto dai due, implacabili ripetizioni, ellittiche e claustrofobiche, sotterranei umidi ed angusti piuttosto che sudori da club; un gioco di pesanti sollecitazioni neurali piuttosto. Una visione digitale che scivola inesorabilmente verso il baratro primitivo umano, una serie di paletti conficcati a forza nel terreno e subito dopo rimossi (con egual forza). Quasi un colloquio rubato, quello cui pare di prestar orecchio. Autistico e ritorto su se stesso; eppure vivo (combattivo) e stimolante. Un suono che dimostra un passato e lascia un segno nell’istante del presente. Poi diviene (in parte) presagio futuro. Dunque? Stimolante". M. Carcasi, Sands-zine, 2007.
01 _ Fallen elevation 8:21
02 _ Dendroaspis polylepis (black Mamba) 5:44
03 _ Well prepared to say nothing 5:10
04 _ Leviathan rising 6:02
05 _ Besoffener pfarrer 6:37
06 _ The Rothschild files 6:54
07 _ Last open Chakra 6:18
08 _ Dub warhead 4:50
09 _ The Committee of 300 10:58
10 _ Love 2:57
(C) + (P) 2006