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>> CRASH TRIO (Edoardo Marraffa / Chris Iemulo / Stefano Giust)
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LIVE AT CRASH

>> DIGISLEEVE CON COSTA E CDR SILVER/BLACK

Edoardo Marraffa _ sax tenore e sopranino
Chris Iemulo _ chitarra acustica
Stefano Giust _ batteria

Musica improvvisata in concerto il 24 gennaio 2008 al Crash di Bologna, in occasione della rassegna estemporanea NeverMetBefore. Si legge sulla locandina della serata: "NeverMetBefore è un progetto aperto, un trio inedito in divenire perpetuo, in cui i musicisti coinvolti suonano insieme, dal vivo, per la prima volta. Scoprendosi e conoscendosi attraverso la libera improvvisazione, vivendo l’estemporaneità dell’incontro musicale con e per il pubblico. E vivendo l’improvvisazione stessa al limite della sua imprevedibilità, dell’inatteso, in un gioco rischioso ma creativo perché giocato con esperienza, attenzione, reattività e varietà di linguaggi musicali. NeverMetBefore è una prima, un incontro unico. Una musica che nessuno ancora ha ascoltato. Che i musicisti non sanno ancora di poter creare assieme. Che una volta suonata, sarà stata. E solo per chi c’era, naturalmente…" Altrimenti il ripiego è questo cdr. In seguito a questo incontro il trio organizzerà un tour entro l'estate. Alcune note biografiche sui musicisti: Edoardo Marraffa inizia a suonare nel 1987 e frequenta Siena Jazz. Incontra R. Bellatalla e S. Lunardi nel 1990; con loro si avvicina alla musica improvvisata. Nel 1993 si trasferisce a Bologna dove fonda insieme ad altri musicisti il collettivo “Bassesfere”, con, tra gli altri, F. Puglisi, A. Borghini, C. Calcagnile. Dal 1995 al 2000 lavora stabilmente con lo Specchio Ensemble, Vakki Plakkula, P. Angeli, M. Bartolini, 66six ed in solo. Attualmente è impegnato col suo quartetto Mrafi, Memorial Barbecue, Blast Unit Orchestra; inoltre fa parte di vari progetti di T. Honsinger come Coda del Vento, Galleria San Francesco, Dilemma e Small Talk. Chris Iemulo, dal 1986 ad oggi ha studiato chitarra classica, elettrica, chitarra battente, analisi, composizione. Ha studiato tra gli altri con M. Mengelberg, B. Phillips, P. Milton. E' laureato presso il dipartimento di musica del D.A.M.S di Bologna. Nel 1999 ha cominciato a collaborare con la compagnia teatrale Nisba, componendo ed eseguendo nei due anni successivi le musiche di scena per alcuni spettacoli di prosa. Dal 2003 si è dedicato definitivamente all’improvvisazione e alla musica di ricerca, iniziando a collaborare con T. Honsinger ed alcuni musicisti del Collettivo BasseSfere. Dal 2005 ha vissuto per un anno tra Berlino ed Amsterdam, dove ha realizzato diversi progetti tra cui Twelve’s, con il chitarrista O. Rupp, di cui è stato edito l’omonimo disco nel 2007 e ripubblicato da Setola di Maiale nel 2008, si veda SM1190. E' membro fondatore del ”Asso.Coordi.Collettivo GNÙ - Musica di Ricerca”, formato da giovani musicisti della scena bolognese. Stefano Giust è un musicista improvvisatore, performer, compositore di musica acusmatica ed elettronica, produttore. Inizia giovanissimo a registrare la sua musica; ad oggi ha registrato 70 albums a suo nome e come co-leader, in ambito improvvisativo, avant-jazz e musica elettronica. Ha tenuto concerti in Italia, Inghilterra, Paesi Bassi, Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Svizzera, Austria, Slovenja. Ha suonato tra gli altri con G. Gebbia, X. Iriondo, R. Bellatalla, V. Vasi, E. Ricci, R. Paci, S. Papadimitriou, C. Actis Dato, Luc Ex, A. Bako, K. O'Brien, G. Lenoci, P. Oliva, G. Mitchell, A. Diagram, B. Maris, R. Ciunfrini. Per maggiori info sul Crash Trio visitate se vi và www.myspace.com/crashtrio.

"(...) Esibizione live del trio Marraffa / Iemulo / Giust, per la prima volta insieme, al Crash di Bologna, il 24 febbraio scorso; un progetto estemporaneo, un pezzo unico, irripetibile, in una parola, la vera essenza dell’improvvisazione. “Live At Crash” rinverdisce fasti Incus records, con un sax guida irrefrenabile, una batteria imprevedibile e una chitarra che cesella nel particolare, con piccole invenzioni, l’intricata rete stesa da sax'n'drums. Le improvvisazione sono mediamente lunghe, in cui i tre riescono subito a trovare l’affiatamento (notare come chiudono vischio), senza concedersi pause di riflessione e di studio ma buttandosi a capofitto nella musica senza mostrare alcun segno di cedimento; è una corsa incalzante di note e invenzioni, degna di un gruppo navigato. Spettacolare." Alfredo Rastelli, Sands-zine, 2008.

"(...) Il trio Marraffa/Iemulo/Giust si propone in una chiave acustica nuda e cruda dal set live catturato al Crash di Bologna lo scorso febbraio. Al primo spetta la palma del sax più ayleriano della nuova generazione. Per quanto chiuso in un suono un po' datato, cattura sempre la voglia di graffiare, specie se ascoltato dal vivo, occasione perfetta (con agganci al 'loud and heavy' Peter Brötzmann). Il drumming di Giust è sempre ben calibrato e ottimamente calato nel contesto estemporaneo, mentre non risulta pervenuta più di tanto la chitarra acustica di Iemulo, troppo delicata in siffatto contesto energumeno. (7)." Michele Coralli, Blow Up n.126, 2008.

"(...) Questo è un super trio amici miei, nel caso non conosceste gli altri due compagni di viaggio di Stefano Giust sono Iemulo, un chitarrista piuttosto conosciuto nel giro dell'improvvisazione e Edoardo Marraffa, sassofonista altrettanto noto. Improvvisazione radicale con una forte base di jazz che fotografa un Giust più che mai delicato, un Marraffa sbizzarito ma non completamente selvaggio e uno Iemulo che si interpone come cuscinetto fra i due. Un trio che lavora in modo sinergico e questo è intuibile anche semplicemente dal modo in cui passano da baruffe free a spazi in solo, come nel primo caso in cui Iemulo e Giust lasciano di colpo Marraffa per poi affiancarlo in modo graduale a passi molto felpati. Se la partenza a bomba può far sospettare che si tratti di un disco esageratamente muscolare, l'idea è sbagliata: infatti nella seconda impro i tre si muovono in modo sghembo e solo a tratti ritornano a picchiarsi in un parapiglia da downtown new yorkese dei bei tempi, dove il jazz alla Blue Note poteva giusto sembrare un giochino per "little pussies". Marraffa è un musicista molto frontale e chi avesse già avuto modo di ascoltarlo in altri lavori o in sede live lo sa, in questo caso segna molto il modo di procedere degli altri due, ma non si tratta comunque di una dittatura, infatti Giust e Iemulo non se ne stanno troppo a guardare ma fanno delle loro per intersecare il piano a modo loro. Free jazz made in Italy al meglio." A. Ferraris, Sodapop 2011.

"(...) Super! Voici un trio sax ténor – guitare – percussion qui sur la lancée du free jazz et de l’impro libre semble occuper un territoire ô combien déjà visité depuis... des décennies. Mais il y a un mais! Edoardo Marraffa! Un M deux R deux F trois A: e viva Ma-rra-ffa! Ce nom-là, vous pourrez bien vous en souvenir. Un son, un phrasé, un timbre, un lyrisme authentiquement aylérien!! Comme Albert Ayler est décédé depuis trente-huit ans (après seulement deux tournées en France), on ne se plaindra pas! Car, sérieusement, faire sonner le saxophone de cette façon, ce n’est vraiment pas simple. Il ne suffit pas d’avoir très bien appris à jouer etc... C’est une affaire éminemment personnelle et intime qui fait de l’artiste un être unique. Steve Lacy expliquait cela très bien dans l’interview parue dans un vieux Jazz Magazine (avril 1976). Alors ce "Live at the Crash" (un lieu de Bologne) est ce qu’il est: un témoignage d’un bon moment enregistré le 24 février 2008. Trois morceaux, Vischio, Elica, Petrolio, d’environ 15 minutes chacun. Chris Iemulo est un excellent improvisateur à la six cordes et Stefano Giust est un percussionniste efficace et expérimenté et avec Marraffa, ils forment un bon groupe de scène qui allie une énergie non feinte et explosive venue du jazz libre afro-américain, la liberté totale et la recherche sonore de la free–music européenne. Mais la présence et le jeu du saxophoniste confèrent à ce Crash Trio une place à part. Voilà quelque chose à écouter qui laisse une trace, qui donne envie d’en savoir plus et d’entendre le musicien en vivant. Ce son unique, les sifflements d’anche, ces bribes de mélodies spontanées, une telle vocalité du ténor! A la fin d’Elica, Stefano nous entraîne dans une sarabande rock alors que son jeu particulièrement précis et subtil fait merveille dans Petrolio donnant ainsi un surcroît d’âme aux envolées du souffleur. Quand Edoardo fait siffler les anches de deux saxophones à la fois, on croit rêver." Jean-Michel Van Schouwburg, Improjazz 2009.

"(...) Strung out along one of the highest parts of the boot, and boasting a cluster of renowned conservatories, the cities of Northern Italy have always attracted musicians and provided places to play. Residing not far from France, Germany, Austria, Switzerland and the Netherlands – and beneficiaries of the Internet and modern communications – the most recent generation of local improvisers is more other-directed then their elders. Also, judging from the sessions here, in the main they eschew the romantic tinge that in the past has affected even the most avant-garde Italian players. When it comes to pure improv, these players can be appreciated for the way they mix external influences, extended technique and atonality with cohesion, while being careful not to shrivel interaction into stasis, no matter how small the formation. Additionally, each has some connection with music cooperatives that attract members from Bologna, Milan, Turin and nearby smaller centres. Bologna-based tenor and sopranino saxophonist Marraffa, who was in Manhattan performing at the Vision Festival with pianist A. Braida, also lets loose in the company of two other well-traveled locals in Live at Crash. Recorded in Bologna, his associates here are Swiss-born, Pordenone-based drummer Stefano Giust, who has worked with improvisers ranging from Dutch guitarist Luc Ex to Sicilian saxophonist G. Gebbia; and Siracusa-born guitarist Chris Iemulo, who after living in Berlin and Amsterdam, now resides in Turin but often gigs with players such as German guitarist Olaf Rupp. Spraying notes, pitch-sliding tones and vibrating timbres, the saxophonist opens up still more on Live at Crash, whose sound provides a definite contrast to the studio ambiance of Edus Tonus. On three long improvisations – the shortest clocks in at just under 13½ minutes – the setting and the appreciative audience spur the other players as well. Iemulo turns from plunks to steel-string riffs and vibrating clicks while Giust rolls, pops and drags, with the cumulative speed presto. The nearly 17-minute “Elica” is the centerpiece, although elsewhere Marraffa does occasionally blow both saxes simultaneously – a procedure he tries out sparingly on the duet with Miano as well – as Iemulo frails his guitar strings while the drummer sticks to nerve beats and rim shots. Unrolling kinetically in lower pitches on “Elica”, the guitarist creates a basso continuum with a combination of strums and plucks, as the saxophonist emphasizes glottal punctuation and Giust rolls and pops parts of his kit. Upping the ante with percussive downward strokes, single-string snaps and plinking taut strings below the bridge, Iemulo’s theme fragments push Marraffa to altissimo puffs and tongue flutters Streaking across and filling the sound field, this reed overblowing is answered by distorted yet powerful frails from the drummer. This disc confirms that Northern Italian improvisers are still as frisky, first-rate and frenetic as they have been in the past – even if they live in the United States." Ken Waxman, Jazz Word 2009.

"(...) An Italian free improvisation concert between sax player Edoardo Marraffa, guitarist Chris Iemulo and drummer Stefano Giust. It’s been a while since I’ve heard Marraffa playing such wild and powerful music. Three pieces, aournd 15 minutes each, recorded in January 2008. Fine smoking performances." François Couture, Monsieur Delire, 2012.

"(...) Concert italien d’improvisation libre entre le saxo Edoardo Marraffa, le guitariste Chris Iemulo et le batteur Stefano Giust. Ça fait longtemps que je n’ai pas entendu Marraffa être aussi puissant et sauvage. Ça fait plaisir à attendre. Trois pièces d’une quinzaine de minutes, enregistrées en janvier 2008. De belles prestations qui brassent la cage." François Couture, Monsieur Delire, 2012.

01 _ Vischio 13:28
02 _ Elica 16:43
03 _ Petrolio 14:40

(C) + (P) 2008