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>> SM1380
>> LENDORMIN (Cristiano Luciani / Marco Maurizi / Renato Ciunfrini / Ken Ueno / Marco Visconti Prasca / D.B.P.I.T. / Luca Miti)
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LIVE

>> FOLDER CON CDR STAMPATO | SOLD OUT

Cristiano Luciani _ batteria _ radio _ microfoni a contatto _ elettronica autocostruita _ live electronics
Marco Maurizi _ chitarra _ chitarra preparata
Renato Ciunfrini _ sax soprano _ clarinetto basso _ basso elettrico
Luca Miti _ pianoforte preparato
Ken Ueno _ voce
D.B.P.I.T. _ tromba _ elettronica
Marco Visconti Prasca _ sax baritono

Musica di improvvisazione registrata dal vivo in trio e quartetto; musica energica, materica ed evocativa. Questo lavoro è da considerarsi come parte di un doppio album i cui dischi sono però separati, cioè non accolti in una unica confezione. Lendormin è un duo composto da Cristiano Luciani (aka Cris.Ex) e Marco Maurizi, aperto alle collaborazioni con altri musicisti, tra cui ricordiamo d.b.p.i.t., L. Miti, K. Okamura, B. Watson, S. Bonney, L. Massey, T.h.f. Drenching, K. Ueno, Sonic Pleasure, H. Velena, X. Irondo, T. Lo Conte, I. Mclahan, Madam P, S. Giust, M. Coletti, B. Presto and P. Sadun, C. Ronchi (Tasaday), D. Malavasi (Tasaday, Runi) M. Carcasi, N. Mangifesta, M. Visconti Prasca, Torturing Nurse, Kenji Siratori, E. Chadbourne, G. Coleman. Lendormin suona in Italia, Europa e Asia, partecipando a numerosi festival sperimantali come Newton di Latina, Universià di Roma La Sapienza, Bonnington Centre, The Royal College of Art di Londra, Modulor Festival a Recanati, Ubusettete a Roma, Radio Resonance (Londra). Per maggiori info: www.landormin.com e www.myspace.com/lendormin.

"(...) Band fondamentale. Dei Lendormin, sands-zine se n’è occupata spesso, non ultima la recensione di Carcasi sul loro recente disco “Quartet”. Ritorniamo su di loro perché, in occasione dell’uscita di quest’ultimo disco, la Setola di Maiale pubblicava un altro disco gemello, un “Live”, resoconto di quattro performance che il gruppo ha condiviso con alcuni interessanti talenti italiani nel corso degli ultimi anni (si va da due show del 2004 al 2007). In questo “Live” il duo romano continua il proprio personale percorso di ricerca nei meandri dell’improvvisazione (avant-rock ma non solo), alla scoperta delle sue possibili evoluzioni. La prima performance, datata 2005, vede i due Lendormin, Cristiano Lucani (batteria) e Marco Maurizi (chitarra) coadiuvati da Renato Ciunfrini (in arte Ben Presto, nonché membro dei Larsen Lombriki), al sax, clarinetto e basso elettrico, alle prese con una gig dalla doppia
personalità; schizofrenica e rumorosa all’inizio (con lo sferragliante mix di chitarra e batteria di marca Lendormin), quanto ragionata ed espressiva nella seconda parte. Nella seconda traccia, al Rialtosantambrogio nel 2007, i due Lendormin sono affiancati da Ken Ueno (alla voce) e Marco Visconti Prasca (al sax); il set è molto improntato sul free jazz e sulle sperimentazioni vocali di Ken ueno che, al pari di un vero strumento, si inserisce alla perfezione nell’urticante tessuto strumentale. Si cambia registro con l’esibizione in compagnia di Luca Miti (piano preparato), più riflessiva e per certi versi più radicale, e con incredibili momenti di improvvisazione. A chiudere il cerchio, la collaborazione con Flavio Rivabella, in arte Der Bekkante Post-Industrielle Trompeter, alla tromba ed elettronics, breve ma intensissima, in cui si contrappongono le rasoiate delle chitarra di Maurizi e la tromba evocativa di D.B.P.I.T.. Difficile dire quale tra queste sia la migliore; è certo solo che siamo in presenza di un gruppo dalle sconfinate possibilità, sempre diverso ma senza mai una caduta di tono, e capace di scrivere davvero grandi pagine di musica sperimentale." Alfredo Rastelli, Sands-zine 2009.

"(...) Dopo l'ottimo e filmico "Night Dawn Day", i romani Lendormin confermano e consolidano la bontà di quanto finora esposto. Retrospettiva obliqua questa, quattro tranci vivi (dal 2004 al 2007), quattro ispide escursioni pubbliche; tensione e visione. Palpabile l'ansia che divora dall'interno il progetto Lendormin. Il duo base Marco Maurizi / Cristiano Luciani, di volta in volta si avvale di contributi esterni che sgretolano ancor di più (se possibile); la materia urticante che ne contraddistingue il percorso. Quattro ipotesi espressive che si avvalgono di un comun denominatore, la continua ricerca del limite. Il batterismo costantemente in apnea di Cristiano Luciani è un toccasana auditivo, spasmodicamente teso, lacerato fra terremoto e sibilo, elusivo e convulso, una pezza nel bicipite più che tangibile quando si palesa, una giostra tribale, "A Trenta Secondi Dalla Fine" tramutato in suono; una bellezza. Il chitarrismo di Marco Maurizi atipico e beffardo, Zappa in salsa Ubu? Forse, ma non solo, da qualche parte testata Beefheart; John McKay spostato sulla sinistra. Tutti gli altri presenti ci mettono molto, spostano l'asse lungo territori che di volta in volta paion noise in coma, jazz andato a male, afa nera senza sole; migrazione elettronica scomposta. Coordinate, rotte ed ipotesi che si preannunciano e palesano, sgretolano e scompaiono sotto i colpi di volta in volta inferti alla materia sonora. L'attacco sfolgorante e frontale del primo brano, pece e sudore, asfalto e calore. Sun Ra sotto la grandine. L'escursione concreta in incognito della seconda traccia; un sorriso beffardo fra le pieghe del suono. Anfibia (la terza), tesa e trafitta esposizione acustica, ambient sfatta che ricorda il noise oppure, noise che sogna ambient; deliziosa passeggiata verso il buio. Chiusura horror/gotica; stiam bene cosi. Grazie. Conferma, propone; riassume e rilancia. Se continuan di questo ritmo; il bello deve ancora venire." M. Carcasi, Kathodik 2009.

"(...) Un doppio cd ["Quartet" + "Live"] che chiude virtuaimente una stagione artistica del Lendormin, collettivo aperto romano che fa perno sulla coppia Cristiano Luciani (batteria, elettroniche) e Marco Maurizi (chitarra elettrica, elettroniche). Le incisioni da studio in quartetto sono forse uno dei lasciti più oscuri ed allo stesso tempo calibrati del duo, che raccogliendo l'infinita esperienza di due noti improvvisatori come Renato Ciunfrini (basso elettrico e fiati) e Luca Miti (piano ed organo) mette a punto un sound dichiaratamente devoto all‘impro jazz di marca britannica, pur capace di spiccare il volo verso ardite forme di musica libera, che lasciano davvero pochi dubbi sullo stato di grazia del combo al momento di recarsi in sala d'incisione. Sono 4 gli episodi incisi presso lo studio VZ3 di Roma - l'editing a posteriori è curato dallo stesso Luciani - ed hanno quasi del miracoloso. E' probabilmente una delle ultime marce scandite verso il rock d'avanguardia ed il jazz di rottura, con squarci di furore sonico che potrebbero far pensare al miglior Ray Russell o — paradossalmente - agli omaggi ripetuti dei Flying Luttenbachers al genio Christian Vander e ad i suoi Magma. E' un disco spessissimo, in cui è l'elettricità a farla da padrone, con lo sferzante organo di Miti a disegnare scenari da psico-crimine in sottofondo. Perchè l’altra curiosità è proprio suscitata dal clima e dal montaggio degli stessi brani, quasi fitte colonne sonore per thriller cinematografici. Altrove la scabrosa attualità del library sound, in groove spasmodici che incrementano visibilmente lo stato di tensione costruito dal disco. Solo le avvolgenti aperture minimaliste del quarto episodio regalano un momento di insolita riflessione, preparando il terreno all‘interpretazione estatica dei fiati di Ciunfrini, pronto a planare verso un'Africa post-moderna. Ovviamente diversa la natura delle incisioni dal vivo, anche perché risalenti ad un periodo temporale compreso tra il 2004 ed il 2007. Al Living Fonema Festival di Lanuvio nel 2005, il trio con Luciani / Maurizi / Ciunfrini punta ad una forma di improvvisazione molto aggressiva, vicina virtualmente al rock rumorista. Guarda altrove il duo nell'improvvisazione catturata presso il Rialto Sant’Ambrogio nel 2007, con i segmenti post bop del baritono di Marco Visconti Prasca e sopratutto lo yodeling di Ken Ueno, vocalist di origine orientale che fornisce una performance malata, supplemento al ‘pittorico’ jazz industriale dei Lendormin. Decisamente devoti ad una scorbutica interpretazione dei dettami elettro—acustici nel trio con Luca Miti — questa volta al piano preparato - con la chitarra di Maurizi che guarda plausibilmente a Derek Bailey, in una teatrale (la radio utilizzata da Luciani) sarabanda in odore di rock ‘concreto’. Più concretamente para-industriale la presa dal vivo con D.B.P.I.T del 2004, al Foolik di Roma, un altro esempio dell'inesauribile tendenza allo scambio avviata sin da principio dai Lendormin...(8)" Luca Collepiccolo, Blow Up 2009.

01 _ Live improvisation at Living Fonema Festival (Lanuvio 2005) 10:23
02 _ Live improvisation at Rialtosantambrogio (Rome 2007) 6:31
03 _ Live improvisation at Università La Sapienza (Rome 2004) 10:54
04 _ Live improvisation at Foolik (Rome 2004) 3:22

(C) + (P) 2008