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TOUCH

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Tiziano Milani _ conduzione _ electronics _ field recordings _ manipolazione digitale _ concrete records _ laptop
Koji Nishio _ pianoforte
Hiromi Makaino _ oggetti _ percussioni elettroniche _ ritmi
Lars Musiikki _ contrabbasso _ chitarra acustica
Cristian Corsi _ sax tenore
Lynn Westerberg _ viola

"Il 'fare' musica, nel senso tradizionale di suonare e studiare uno strumento, è oggi talmente in svantaggio rispetto alla musica 'fatta' che proprio per questo può svincolarsi senza strappo e senza rancore. Questo svantaggio epocale rispetto ai sistemi moderni di composizione-editing musicale digitale e di diffusione digitale, lascia talmente indietro il 'fare' musica tradizionale che questo può prendersi tutto il tempo che vuole per fermarsi, riscoprirsi, per rispolverare la sua fenomenologia. Poiché la sua rincorsa è inutile, esso può fermarsi e guardarsi addosso, riflettere, muovendo le mani sullo strumento, come se fosse la prima volta. Non ha importanza se nessuno ascolta." Piero Antonaci, Etica della Musica.

"(…) La discussione è sempre nell'aria: conoscere o no la struttura della musica, le sue variabili, la sua composizione e gli strumenti per eseguirla. Saperla gestire avendo un carico di conoscenza utile o lasciare che i circuiti del laptop dettino le condizioni cui adeguarsi? In poche parole, avere o no il Tocco? Basta ascoltare questo lavoro di Tiziano Milani per trovare una risposta. Musica di confine suonata da musicisti che sanno accarezzare il silenzio trasformandolo in cinque tracce di purezza contemporanea. Non basta certo un drone in loop per creare certa maestosità concreta che solo strumenti quali pianoforte, chitarra e contrabbasso, sax tenore e viola possono creare se ben diretti. UNA COSA CHE TIZIANO SA FARE ALLA PERFEZIONE." Mirko Salvadori, Rockerilla 2013.

"(...) Touch conferma lo status di Tiziano quale uno tra i migliori e più apprezzati compositori sperimentali e di ricerca italiani, tanto più che, per questo nuovo lavoro, si è potuto avvalere della collaborazione di musicisti del calibro di Koji Nishio al pianoforte, Hiromi Makaino agli oggetti/percussioni elettroniche/ritmi, Lars Musiikki al contrabbasso/chitarra acustica, Cristian Corsi al sax tenore e Lynn Westerberg alla viola. Il tutto, come detto, sotto l’egida di Setola di Maiale, preziosa e ormai indispensabile fucina di ottima musica contemporanea – e lo si intenda nel senso più artisticamente alto che tale aggettivo può avere. Forse, come sostiene Piero Antonaci, non ha importanza se nessuno ascolta, ma certamente è della massima importanza che vi sia qualcuno, come Tiziano Milani, da poter ascoltare. Fatelo, allora, ascoltatelo. Ne vale davvero la pena." Luca Rota's blog, 2012.

"(...) Tiziano Milani sembra aver trovato la chiave di volta per un suono totale, un suono che riesce a far propri i caratteri migliori delle avanguardie del Novecento, senza risentire di quel retrogusto di stantio che sono solite avere quelle musiche che vanno a porsi in territori di confine tra sound art, elettroacustica, droni e improvvisazione. Il fine di Milani è quello di creare una musica site specific, che non sia più (o solo) semplicemente musica nel momento in cui, fondendosi con lo spazio e le architetture in cui va ad essere concepita, diviene altro da sé. Un oggetto che assume una sua identità e che è molto più della semplice sommatoria tra suono e spazio. "Touch" si inserisce in questo tipo di discorsi proponendo una metariflessione sulla fenomenologia del fare musica in maniera "tradizionale", e sull'affrancarsi dai metodi moderni di composizione che prevedono l'utilizzo esclusivo del digitale. E in effetti l'esperimento risulta più che riuscito. La ricerca sulle timbriche e il modo in cui i diversi strumenti (viola, sax tenore, contrabasso, chitarra acustica, piano, percussioni ed electronics) interagiscono evidenzia uno studio vivo su quel tipo di suoni (droni ed elettroacustica, per l'appunto) che, spesso, concepiti in maniera esclusivamente digitale diventano un semplice quanto noioso simulacro. Anche il silenzio, attorniato e fesso da suoni che recano con sé sangue e materia pulsante, riacquista il senso originario di uno spazio dinamico." Antonio Ciarletta, Ondarock 2012.

"(...) Some years ago I've been introduced to the music of Tiziano Milani thanks to the fact in the wonderful homage to Alvin Lucier, Claudio Parodi put out on Extreme records, the musical fragment used as sound source was sampled from Milani. From then on, this italian electronic composer has collected several works under his belt and the most of them have been released on Setola di Maiale (an experimental, avant jazz, uncenventional music label I can't but suggest to taste). Funny, but the title itself could suggest one of the labels suitable for a kind of recording like that, infact due to the compositions and for the amount of concrete-electronic sounds used, it brought to my mind some of the most intense and intriguing composers on Touch label. The framework is a classy collage-patchwork of music performed by several jazzy, classic, contemporary musicians, infact the line up of this recording includes: Koji Nishio on piano, Hiromi Makaino on electronic percussion and rhythms, Lars Musiikki on double bass and guitar, Cristian Corsi on Tenor sax and Lynn Westemberg on viola. After having listened to several of his releases I can say Tiziano Milani's style is clearly distinguishable, infact his magmatic-nightly soup has its own identity. Differently from his previous recordings, Touch has a more contemporary heart and some of the instruments tend to surface from the collage with their own characteristic sounds above all the piano and that's what may confer a conservatory aura to the whole work. An interesting composer/laptop musician with an identity." A. Ferraris, Chain DLK, 2012.

"(...) The focus of this release is the role of the electro-acoustics musician as an editor of other people way of playing. Tiziano Milani has constructed his work patiently editing the invited musician's recordings to adapt them to his musical vision and, instead of relying on the model of the most known pioneer of this process (Phill Niblock), he tries to develop a personal sound. "Love Touch", the longest track of this records are positioned in the extremes, opens quietly with some sparse sounds of violin and piano add colors to the underlying texture. "Zen and the Art of Piano" features extended cuts from the piano sessions to constructs a dialectics between electronics, field recordings and samples. "In the Silence of a Vain Wait" is almost entirely constructed on resonances and filteres samples to create a meditative soundscape. "Primary Structures", the shortest track of this record, is based on small samples juxtaposed in a quiet oriental, meaning "in a slowly", way while "Dark, Dark my Light (16.1.8)", the longest track, close this record with a quiet and zen intro that remain impassible when the drony soundscape slowly gain volume and presence and guide the listener to a close dialog between the concrete recordings and the contrabass. Quite personal in his development of a personal language based on the fondamental process of electroacoustic music, it's non an experiment to search new way but the statement of a form to develop (the only truly incomprehensible thing is the presence of the transistor symbol in the cover). Not only for fans of truly experimental music." Andrea Piran, Chain DLK, 2012

"(...) Il disco esce quest’anno per Setola Di Maiale, l’etichetta del pordenonese Stefano Giust, realtà attenta ormai da anni alle musiche di confine, al jazz e alle sperimentazioni elettroniche. Tiziano Milani è un architetto che prova a collegare la sua disciplina con la musica: una testimonianza è rappresentata dal cd Im Innersten, uscito per la Afe di Andrea Marutti, nel quale in qualche modo parte dalle idee dell’Alvin Lucier di “I’m Sitting In A Room”. Touch, invece, nasce da un confronto tra Tiziano, che si serve di un laptop per la creazione delle tracce, e una serie di musicisti che suonano uno strumento “tradizionale”. Confronto ampissimo, sorto da una riflessione di Piero Antonaci sul “fare musica” oggi quando c’è il computer che apparentemente la fa meglio o almeno uguale, per di più sempre, subito e a basso costo. Nell’articolo pc e musicisti “veri” sembrano quasi in contrapposizione. Milani e i suoi amici, invece, alla fin fine sono autori di questo disco collaborativo, nel quale lui – direttore d’orchestra sui generis – ricombina quanto offertogli dai suoi uomini, il cui “tocco” sarebbe in realtà non riproducibile, inimitabile… come il suo, del resto. La cosa, probabilmente, è anche legata al dibattito sull’improvvisazione, che è uno dei temi affrontati da Setola Di Maiale stessa. Difficili riflessioni a parte, con un po’ di pazienza iniziale, il disco è come un fiore che si dischiude. Non ne serve tanta come per un disco di Köner o López, anche se in ogni caso ci vuole quella testa lì. Superati i silenzi, i movimenti impercettibili e percussioni diradate e sparse, quando Touch si muove su binari, cioè quando si dà una struttura base con loop, drone e altri suoni trattati che creano uno spazio (a proposito di architettura), si avvantaggia anche dell’unicità dell’esecuzione dei musicisti coinvolti, suonino essi un pianoforte sempre sul punto di spezzarsi, uno strumento ad arco (ora grave ora strappalacrime) o lascino riverberare qualche xilofono o triangolo… In quei momenti, con un paio di buone cuffie, si entra in un mondo metafisico e a tratti inquietante. Album buono per chi segue Setola Di Maiale, Entr’Acte o anche realtà come Kranky e… Touch." Fabrizio Garau, The New Noise, 2012.

"(...) Le architetture sonore, di Tiziano Milani, si affinano sempre più. Quasi al limite dell'impalpabile. Dove, il precedente “The City Of Simulation” metteva tanta (ottima) carne al fuoco, nella sua interazione suono/immagine/parola, “Touch”, si smaterializza in una nube, leggera e vaporosa. Una meditata fase compositiva, che viaggia per sottrazione e progressive, delicate apparizioni materiche. Mai in attrito fra loro. Contrastata luminosità. Fra onirico scorrer, di frammenti/memoria rasserenanti, e languide vampe compresse, di desiderio/visione. Una via di fuga interiore. Che si palesa in traslucide strutture, elettroacustiche/ambient/minimali. Fra passaggi classicheggianti, ambienze spoglie, tiepidi sibili dronanti, texturali esposizioni di ticchettanti contatori/geiger e cameristiche apparizioni acustiche. Assemblato in fase di post produzione, “Touch”, si avvale degli interventi, trattati/riassemblati, di Koji Nishio (piano), Hiromi Makaino (oggetti, percussioni elettroniche e ritmi), Lars Musiikki (contrabbasso, chitarra acustica), Cristian Corsi (sax tenore), Lynn Westerberg (viola). Oltre allo stesso Milani, fra conduzione, elettronica, field recordings, manipolazioni digitali, laptop, emissioni concrete e registrazioni. Un'aggregazione di piccoli frammenti, che rilascia una gran scia chiaroscurale. Non così buia la notte, non così a fuoco la luce." Marco Carcasi, Kathodik, 2012.

"(…) Sperimentatore attivo sin dagli anni novanta, Tiziano Milani ha sviluppato la sua ricerca utilizzando il suono come asse portante di architetture complesse, collocabili nella sfera dello spazio psichico. Per lui la composizione è essenzialmente un lavoro di assemblaggio e la sua tecnica è perfettamente sintetizzata in Touch, album nel quale scompone il contributo dei vari strumentisti (dal piano alla viola, dalle percussioni al contrabbasso) in frammenti che pur appartenendo ad un unico flusso organico, di volta in volta si compattano dando vita a macro-strutture di notevole fascino e fortemente evocative." Massimiliano Busti, Blow Up, 2013.

"(...) Touch cerca di cogliere la sostanza cellulare dei temi: profondamente immerso nell'ambient music dronistica, il lavoro di Milani si avvicina a quello di scultori di suoni come Loscil o Tim Hecker, con una grado di di rumorosità in più: in "Love touch" si odono suoni estemporanei, sibili da scarto erratico, catarsi da glitch prolungato, frammentazioni che raccolgono le ceneri di qualcosa che si è rotto e forse anche un fondo di ottimismo rivelato da un drone poco pronunciato, confermato da un finale quasi trascendentale (nel solco di un Roach più sporco nei suoni); "Zen and the art of piano" mixa abissi spirituali sonori di matrice orientale con dinamiche ricavate dalla solita ricostruzione inarmonica di rumori, dove le poche note di piano modellate su Satie gettano il ponte personale di Tiziano sulle integrazioni sonore e di civiltà delle due parti di mondo (oriente ed occidente);"Primary structures" prova a delineare l'impatto biologico e fisico della materia: rumori spettrali che accompagnano modificazioni genetiche non preventivate, con scampoli di elettronica condivisa tra Stockhausen e quella europea degli anni settanta; "Dark, dark my light" è un episodio dove le campane richiamano la voglia di sperimentare suoni in un campo inflazionato dove però la particolarità del drone composito è sottolineata da una viola "implacabile" che sembra richiamare la rotta di una nave come simbolo di una rinascita." Ettore Garzia, Percorsi Musicali, 2013.

01 _ Love Touch 17:00
02 _ Zen and the Art of Piano 09:34
03 _ In the Silence of a Vain Wait 10:55
04 _ Primary Structures 07:54
05 _ Dark, Dark my Light (16.1.8) 20:42

(C) + (P) 2012