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>> DIALVOGUE (Andrea Bolzoni / Daniele Frati)
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IMPROVISING DIALOGUES

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Andrea Bolzoni _ chitarra elettrica _ effetti _ live loops
Daniele Frati _ batteria _ percussioni _ live electronics

Un duo fresco, giovane e preciso. Musicisti attivi in molti progetti, sono qui alle prese con improvvisazioni radicali che variano il punto di fuoco, con attenzione ai timbri e alle relazioni ritmiche. Registrato nel 2010 al HSH Studios di Milano.

"(…) Effettistica da film sci-fi d'antan gorgogliante come un video gioco sparatutto. Suoni di chitarra che si velano in più punti di ombre, mosrando una natura spettrale. Batteria che entra ed esce dalla scena a mo' di punteggiatura / segnaletica. Complessivamente un modo di perdere il controllo che mi piace molto, anche per quanto riguarda il tipo di registrazione scelta. Consiglio Improvised Dialogue a tutti coloro che hanno lasciato un pezzetto di cuore nei dischi degli Spring Heel Jack." Loris Zecchin, Solar Ipse, 2013.

"(...) Un duo su Setola Di Maiale mi predispone sempre bene all'ascolto: di tutti i lavori pubblicati, le formazione a due mi sembrano incarnare più di altre il senso di curiosità, ricerca e sperimentazione che anima l'etichetta pordenonense. Anche nel caso del lavoro di Andrea Bolzoni e Daniele Frati, che agiscono col nome di Dialvogue, le aspettative non vanno deluse. Dialoghi improvvisati, certo, ma questo è anche, verrebbe da dire inevitabilmente, anche un disco di contrasti, sebbene i toni si mantengano sempre pacati: fra gli strumenti in primis, poi fra il suono e il silenzio, elemento ben presente in tutte le composizione, infine fra la melodia e il rumore. L'impressione è che il punto di partenza dei due sia certo post-rock matematico, che ci arriva però già destrutturato e ricollocato in strutture dove si accosta a brandelli di blues elettrico, jazz ed elettronica free. Quest'ultima in particolare ha un certo peso, venendo praticata da entrambi i musicisti spesso in luogo dei loro strumenti d'elezione (la chitarra per Bolzoni e la batteria per Frati): insinuandosi nella struttura dei pezzi li fa mutare radicalmente, rendendoli al contempo difficilmente incasellabili. Prendete Interstellar Dialogues, che parte beatamente jazz, ma dopo aver incontrato l'elettronica fatica a riprendersi, finendo in un vicolo cieco di rumore da cui riemerge prima mutato in una sorta di fusion ripetitiva e poi in un intrico di percussioni e pulsazioni chitarristiche in forma libera. Altrove, si segnalano gli ironici inseguimenti di Surgery Room 1 Rebellion, le rarefazione elettroacustiche di Butterflies e le lente quadrature noise di Disagreement. Al netto di pochi momenti "classicamente impro" un po' risaputi, Improvising Dialogues è un disco fresco e dinamico, destinato a non esaurirsi dopo il primo ascolto, forte del suo continuo divenire." Emiliano Zanotti, Sodapop, 2013.

"(...) Chitarra, effetti e live loops, batteria, percussioni e live electronics. Questo son Dialvogue (Andrea Bolzoni e Daniele Frati). Quindici passaggi impro, frammentati e malinconicamente tormentati. Costantemente strattonati, allungati e sovrapposti, dall'urto dell'elettronica. Che, ne deforma il perimetro, ed amplia la gamma espressiva. Dove la batteria, s'attesta in territori a maggior tasso free jazz, mentre la chitarra, s'avvita spesso in intrichi molto rock (post, con corposa attitudine, lisergico/contemplativa). Quando lo stretto avviluppo, fra spippolamenti, desertiche linee e frammentazione ritmica riesce (Reunion, Disagreement, Expressed Monologue, Reflection, Butterflies, Incomprehensions, la conclusiva, ambientale e tremolante, Inhale Exhale), siam in territori d'eccellenza, da indagar accuratamente. Dove ci si perde, la noia vince (astrazioni tirate per le lunghe, ornitologia e pigolamenti, certe ovvietà di genere, che il digitale non muta). Ma l'immaginario evocato, solletica e stuzzica non poco. Riuscite ad immaginare, il Neil Young di “Dead Man”, alle prese con della impro detritica? Neanche io. Ma spesso, l'idea par proprio questa. Veloci sketch, che lascian intravedere, senza mai mostrar appieno, le qualità del duo. Ma la ciccia, par esserci. Dategli tempo." M. Carcasi, Kathodik, 2012.

"(…) Improvising dialogues è un progetto coraggioso, costruito con l'intrecciarsi dei dialoghi estemporanei tra la chitarra di Andrea Bolzoni e la batteria di Daniele Frati. Si tratta di un'evidente 'immersione' nell'improvvisazione totale, nei mondi avant-garde e free in cui l'espressività, in questo caso esaltata dal brillante (e irriverente) uso dell'elettronica, diventa molto più importante del singolo gesto tecnico strumentale. La varietà timbrica è affascinante: alcune tracce propongono atmosfere inquietanti molto legate all'effettistica (Disagreement, Pink Thoughts), altre sono più musicali, come Interstellar Dialogues, sviluppata tra i bicordi della chitarra e la ritmica serrata della batteria, o il tema con delay di Expressed Monologue" E.M., Jazz-it, 2013.

"(...) Both Andrea Bolzoni and Daniele Frati are part of the Swedish Mobilia trio whose album "Knife, Fork and Spoon" I found to be extremely intriguing example of post-rock improvisation. "Dialvogue" strips down the music to the duo, leaves away the massive sound of the heavy rock and leaving the two musicians to create a very etheral music. The "Dialvogue" are mostly short pieces, improvised sketches. The cd starts with brief and wamly melodic "Reunion" that shifts into "Disagreement" where simple guitar chords get swamped in an electronic sauce. The music is filled with psychodelic echoes and tense suspense. Strange and intriguing. Slightly psychodelic. Take the sci-fi sounds swirling eerily round the echoing guitar chord in "Pink Thoughts". The percussion based pieces such as the short sketch "Surgery Room 1: Rebellion" substitute the spaced out electronics with tricky rhythmics and a nice feel of immediacy and surprise. "Interestellar Dialvogues" clocking the 11 minutes is the longest track of the albums and merges nicely the two approaches. Throughout the album the duo creates an array of surreal landscapes, absurd yet captivating images. Such as the most gentle acoustic guitar in "Butterflies" surrounded by a variety of electronic insects or similarly lyrical "Inhale Exhale". The maddening trickey of the "Surgery Room" cycle. The distant sound of guitar interrupted by white-noise whispers in "The Breack Up Message". A set of very intriguing music that is surreal, psychodelic, hypnotic, eerie. Immaginative and subtly understated. A good kind of strange." (Free) Jazz Alchemist, 2013.

01 _ Reunion
02 _ Disagreement
03 _ Pink thoughts
04 _ Surgery room 1 rebellion
05 _ Interstellar dialogues
06 _ Expressed monologue
07 _ Reflection
08 _ Butterflies
09 _ Incomprehensions
10 _ Obscure dialogues
11 _ Surgery room 2 incisions
12 _ Then you don’t understand
13 _ Breack up message
14 _ Surgery room 3 blurry
15 _ Inhale exhale

(C) + (P) 2012