"Quale musica può rappresentare il mondo contemporaneo? Senza dubbio dovrebbe essere una musica moderna, una musica che affonda le sue radici nella realtà quotidiana, che rende conto dei rivolgimenti sociali e del fatto che la gran massa del pubblico non sa che farsene della musica. Nello stesso tempo dovrebbe anche — come ogni verità — avere qualcosa di sensazionale, e a tal fine basterebbe che questa musica non fosse falsa, come lo è invece quella che circola ora nella vita culturale, che impone al pubblico falsi sentimenti e relazioni, e costituisce un perenne ostacolo ai rapporti fra l'uomo e il suo tempo." Fred K. Prieberg, Musica Ex Machina, Berlino, 1960
Setola di Maiale è una etichetta discografica radicale che coinvolge musicisti indipendenti, improvvisatori e compositori. Nasce nel gennaio 1993 per esigenza dei musicisti Stefano Giust e, inizialmente, Paolo De Piaggi. Lo scopo principale di Setola di Maiale è cercare di compensare una esigenza molto diffusa nella comunità dei musicisti di ricerca, ovvero dare corpo e continuità alle musiche creative prodotte nel nostro paese e non solo, fornendo una ulteriore occasione discografica che possa così documentare, almento in parte, il percorso di un progetto musicale non commerciale.
Setola di Maiale si fonda sulla partecipazione attiva e sulla creatività peculiare di ciascun musicista coinvolto: sono nati così progetti di collaborazione, tre festival, le performance alla 48ma Biennale di Venezia o presso Radio Resonance del London Musicians' Collective o ancora, la presenza all'Angelica Festival Internazionale di Musica di Bologna, all'Hanoi New Music Festival in Vietnam, all'Axes Beuk Festival/TAC-Temporary Art Center di Eindhoven. In risonanza, ampi articoli giornalistici di approfondimento sono apparsi in riviste come Musica Jazz e The New York City Jazz Record, così come in numerosi blog specializzati.
Il catalogo qui presentato - un tempo stampato su carta e dal 2005 on line, grazie alla collaborazione del musicista e informatico Daniele Pagliero - nel suo venticinquesimo anniversario ha oltrepassato i quattrocento titoli con oltre settecento musicisti coinvolti. Documenta la musica e le esperienze di questo intenso corpo di lavoro, proponendo album ufficiali di solisti e gruppi nell'ambito dell'improvvisazione creativa non solo di derivazione jazzistica, e della musica contemporanea nella sua espressione più ampia. Setola di Maiale è devota alle musiche cosiddette d'avanguardia, come la libera improvvisazione, il free jazz, l'elettroacustica, la composizione moderna, la musica acusmatica, l'elettronica sperimentale e tutte quelle musiche difficili da catalogare, non convenzionali. I lavori sono realizzati in edizioni limitate con supporto Cd oppure Cdr di alta qualità, molto curati e professionali, prodotti sempre in pieno accordo con i musicisti.
Setola di Maiale non è propriamente un'etichetta commerciale a fini di lucro e nemmeno un'associazione: è piuttosto un laboratorio/archivio di libera coagulazione artistica che opera nella più totale libertà creativa e gestionale, il cui unico intento è documentare e diffondere le musiche del nostro tempo. Le parole fortemente polemiche di Prieberg, l'esergo di cui sopra, ha accompagnato il catalogo di Setola di Maiale fin dal suo inizio. Si noti che nulla è cambiato da oltre cinquant'anni. La cultura della produzione Diy diventa inevitabilmente l'unica forma possibile affinché certa musica - che chiamiamo Musica d'Arte - possa esistere, senza l'aiuto di sovvenzioni pubbliche o private e in un mercato che evidentemente manca o è stereotipato. È anche una affermazione di autodeterminazione, un'alternativa ad un modo di fare musica basato sul denaro, sulla mercificazione, sulla diffusione ad ogni costo, sul distacco tra musicista e pubblico a dispetto delle quantità di copie vendute. Setola di Maiale può essere pensata come una mera utopia commerciale.