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  1. SM5000
  2. SM4990
  3. SM4980

NGɔNGɔNG

EDOARDO RICCI / EUGENIO SANNA / MAURIZIO COSTANTINI / FABRIZIO SPERA
Edoardo Ricci _ sax contralto _ clarinetto basso _ sopranino _ cornetta
Eugenio Sanna _ chitarra amplificata _ palloncini _ listarelle metalliche _ cellophane _ voce
Maurizio Costantini _ contrabbasso preparato
Fabrizio Spera _ batteria _ oggetti sonori

Musica improvvisata da alcuni dei più rispettati musicisti della scena improvvisativa italiana e internazionale. Il disco è stato registrato il 2 luglio 2023 nella sala Cinema Sparm di Montisi (SI) da Umberto Ugoberti e prodotto da Roberto Barcucci.

"(...) Registrato il 2 luglio 2023 nella sala Cinema Sparm di Montisi (provincia di Siena), ɔ ɔ è un CD di un quartetto d’improvvisazione libera formato da Eugenio Sanna, Edoardo Ricci, Maurizio Costantini e Fabrizio Spera. Questi 4 bravi musicisti hanno molto da insegnare, specialmente Sanna e Ricci che calcano la scena improvvisativa italiana da tantissimi anni. Ultimamente Sanna ha anche pubblicato sulla sua pagina facebook un ampio resoconto della storia dell’improvvisazione pisana, di cui è stato certamente un artefice. NGɔNGɔNG è
pura free improvisation che non ha una ‘lingua’. Il quartetto si muove in un’area di circoncisione stilistica comune, una dove le caratteristiche fisiche degli strumenti e i loro timbri possono riconoscersi nella piena libertà delle tecniche utilizzate; ciò che interessa sviluppare ai musicisti è una filosofia dell’impedimento visto come risorsa creativa, specialmente su fiati e corde questa manovra è possibile e può generare nuovi suoni, oltre che imporsi come sinonimo di resistenza culturale. Si può obiettare che queste sedute improvvisative non siano più una novità, ma in un’epoca di grande confusione intellettuale questi lavori sono ancora segnali di vita che risuonano con forza magnetica contro l’adattamento agli standard e al preconfezionamento della musica.
Dietro mia richiesta Costantini spiega che “...tutte le titolazioni del lavoro sono costruite attorno ad onomatopee legate al mondo acquatico, versi di animali e suoni propri di quegli ambienti. Alcune di esse sono autentiche, tratte e rielaborate da lingue di diverse aree del mondo, in particolare africane e asiatiche, altre invece sono inventate ma modellate sulle stesse strutture fonetiche e ritmiche. Queste onomatopee vogliono evocare ambienti acquatici oscuri e ambigui (acquitrini, paludi, zone liminali dove l’acqua ristagna e la vita assume forme imprevedibili), all’interno dei quali si muovono creature acquatiche mostruose...“.
Tali argomenti forniscono una logica alla musica del quartetto, con Ricci a sax contralto, sopranino, clarinetto basso e cornetta, strumenti usati con tecniche non convenzionali; con Sanna impegnato a produrre stranezze sulla chitarra, con listarelle metalliche, palloncini e cellophane; con Costantini alle prese con un contrabbasso a volte pulsante altre volte ‘vittima’ acustica di preparazione e con Spera che si destreggia nelle tipiche irregolarità di un batterista free con sostegno di oggetti. Direi che non c’è nulla che non possa essere assecondato con favore in NGɔNGɔNG, l’ascolto restituisce molti elementi: il senso utile della castrazione e di un inaspettato mistero in ixoxo; la propulsione strumentale e la famelica voce di Sanna che dà vita a pɔɔ; i dettagli strapazzati che si raccolgono in gqagqa dove gli armonici risiedono in una terra amena e la chitarra è apolide sui parametri; l’ipnotismo strano e ficcante di kpɔKpɔ; i suoni d’aria, sporchi, perturbati ed estesi di vuuvuu; l’esperienza viva che si respira in tokek, dove prima si accede ad un’area più tranquilla, sorniona e senza ritmica (una sensazione di attesa apparente e fragilità) e dopo si riaccende mordente (suoni ricercati sugli strumenti che sembrano replicare lo spettro di un messaggio in codice morse). Con NGɔNGɔNG gli idiomi si sono persi nell’oceano, le frammentazioni, le dispersioni e il disorientamento prendono consistenza e il finale di gbɔɔ è validissimo nell’offrire riverberi, sincopi elettriche e una sorta di tam tam apprensivo della batteria. Provate a trovare il messaggio!" Ettore Garzia, Percorsi Musicali, 2026.

01 _ ixoxo 4:49
02 _ pɔɔ 2:27
03 _ gqagqa 5:16
04 _ kpɔKpɔ 3:29
05 _ vuuvuu 3:26
06 _ boak 4:06
07 _ tokek 12:49
08 _ gbɔɔ 11:42

(C) + (P) 2025
Edoardo Ricci _ alto sax _ bass clarinet _ sopranino _ cornet
Eugenio Sanna _ amplified guitar _ balloons _ metal strips _ cellophane _ voice
Maurizio Costantini _ prepared double bass
Fabrizio Spera _ drums _ sound objects

Improvised music by some of the most respected musicians of the Italian and international improvisation scene. The album was recorded on July 2, 2023 in the Cinema Sparm hall in Montisi (SI) by Umberto Ugoberti and produced by Roberto Barcucci.

"(...) Registrato il 2 luglio 2023 nella sala Cinema Sparm di Montisi (provincia di Siena), ɔ ɔ è un CD di un quartetto d’improvvisazione libera formato da Eugenio Sanna, Edoardo Ricci, Maurizio Costantini e Fabrizio Spera. Questi 4 bravi musicisti hanno molto da insegnare, specialmente Sanna e Ricci che calcano la scena improvvisativa italiana da tantissimi anni. Ultimamente Sanna ha anche pubblicato sulla sua pagina facebook un ampio resoconto della storia dell’improvvisazione pisana, di cui è stato certamente un artefice. NGɔNGɔNG è
pura free improvisation che non ha una ‘lingua’. Il quartetto si muove in un’area di circoncisione stilistica comune, una dove le caratteristiche fisiche degli strumenti e i loro timbri possono riconoscersi nella piena libertà delle tecniche utilizzate; ciò che interessa sviluppare ai musicisti è una filosofia dell’impedimento visto come risorsa creativa, specialmente su fiati e corde questa manovra è possibile e può generare nuovi suoni, oltre che imporsi come sinonimo di resistenza culturale. Si può obiettare che queste sedute improvvisative non siano più una novità, ma in un’epoca di grande confusione intellettuale questi lavori sono ancora segnali di vita che risuonano con forza magnetica contro l’adattamento agli standard e al preconfezionamento della musica.
Dietro mia richiesta Costantini spiega che “...tutte le titolazioni del lavoro sono costruite attorno ad onomatopee legate al mondo acquatico, versi di animali e suoni propri di quegli ambienti. Alcune di esse sono autentiche, tratte e rielaborate da lingue di diverse aree del mondo, in particolare africane e asiatiche, altre invece sono inventate ma modellate sulle stesse strutture fonetiche e ritmiche. Queste onomatopee vogliono evocare ambienti acquatici oscuri e ambigui (acquitrini, paludi, zone liminali dove l’acqua ristagna e la vita assume forme imprevedibili), all’interno dei quali si muovono creature acquatiche mostruose...“.
Tali argomenti forniscono una logica alla musica del quartetto, con Ricci a sax contralto, sopranino, clarinetto basso e cornetta, strumenti usati con tecniche non convenzionali; con Sanna impegnato a produrre stranezze sulla chitarra, con listarelle metalliche, palloncini e cellophane; con Costantini alle prese con un contrabbasso a volte pulsante altre volte ‘vittima’ acustica di preparazione e con Spera che si destreggia nelle tipiche irregolarità di un batterista free con sostegno di oggetti. Direi che non c’è nulla che non possa essere assecondato con favore in NGɔNGɔNG, l’ascolto restituisce molti elementi: il senso utile della castrazione e di un inaspettato mistero in ixoxo; la propulsione strumentale e la famelica voce di Sanna che dà vita a pɔɔ; i dettagli strapazzati che si raccolgono in gqagqa dove gli armonici risiedono in una terra amena e la chitarra è apolide sui parametri; l’ipnotismo strano e ficcante di kpɔKpɔ; i suoni d’aria, sporchi, perturbati ed estesi di vuuvuu; l’esperienza viva che si respira in tokek, dove prima si accede ad un’area più tranquilla, sorniona e senza ritmica (una sensazione di attesa apparente e fragilità) e dopo si riaccende mordente (suoni ricercati sugli strumenti che sembrano replicare lo spettro di un messaggio in codice morse). Con NGɔNGɔNG gli idiomi si sono persi nell’oceano, le frammentazioni, le dispersioni e il disorientamento prendono consistenza e il finale di gbɔɔ è validissimo nell’offrire riverberi, sincopi elettriche e una sorta di tam tam apprensivo della batteria. Provate a trovare il messaggio!" Ettore Garzia, Percorsi Musicali, 2026.

01 _ ixoxo 4:49
02 _ pɔɔ 2:27
03 _ gqagqa 5:16
04 _ kpɔKpɔ 3:29
05 _ vuuvuu 3:26
06 _ boak 4:06
07 _ tokek 12:49
08 _ gbɔɔ 11:42

(C) + (P) 2025

NGɔNGɔNG

EDOARDO RICCI / EUGENIO SANNA / MAURIZIO COSTANTINI / FABRIZIO SPERA
Edoardo Ricci _ sax contralto _ clarinetto basso _ sopranino _ cornetta
Eugenio Sanna _ chitarra amplificata _ palloncini _ listarelle metalliche _ cellophane _ voce
Maurizio Costantini _ contrabbasso preparato
Fabrizio Spera _ batteria _ oggetti sonori

Musica improvvisata da alcuni dei più rispettati musicisti della scena improvvisativa italiana e internazionale. Il disco è stato registrato il 2 luglio 2023 nella sala Cinema Sparm di Montisi (SI) da Umberto Ugoberti e prodotto da Roberto Barcucci.

"(...) Registrato il 2 luglio 2023 nella sala Cinema Sparm di Montisi (provincia di Siena), ɔ ɔ è un CD di un quartetto d’improvvisazione libera formato da Eugenio Sanna, Edoardo Ricci, Maurizio Costantini e Fabrizio Spera. Questi 4 bravi musicisti hanno molto da insegnare, specialmente Sanna e Ricci che calcano la scena improvvisativa italiana da tantissimi anni. Ultimamente Sanna ha anche pubblicato sulla sua pagina facebook un ampio resoconto della storia dell’improvvisazione pisana, di cui è stato certamente un artefice. NGɔNGɔNG è
pura free improvisation che non ha una ‘lingua’. Il quartetto si muove in un’area di circoncisione stilistica comune, una dove le caratteristiche fisiche degli strumenti e i loro timbri possono riconoscersi nella piena libertà delle tecniche utilizzate; ciò che interessa sviluppare ai musicisti è una filosofia dell’impedimento visto come risorsa creativa, specialmente su fiati e corde questa manovra è possibile e può generare nuovi suoni, oltre che imporsi come sinonimo di resistenza culturale. Si può obiettare che queste sedute improvvisative non siano più una novità, ma in un’epoca di grande confusione intellettuale questi lavori sono ancora segnali di vita che risuonano con forza magnetica contro l’adattamento agli standard e al preconfezionamento della musica.
Dietro mia richiesta Costantini spiega che “...tutte le titolazioni del lavoro sono costruite attorno ad onomatopee legate al mondo acquatico, versi di animali e suoni propri di quegli ambienti. Alcune di esse sono autentiche, tratte e rielaborate da lingue di diverse aree del mondo, in particolare africane e asiatiche, altre invece sono inventate ma modellate sulle stesse strutture fonetiche e ritmiche. Queste onomatopee vogliono evocare ambienti acquatici oscuri e ambigui (acquitrini, paludi, zone liminali dove l’acqua ristagna e la vita assume forme imprevedibili), all’interno dei quali si muovono creature acquatiche mostruose...“.
Tali argomenti forniscono una logica alla musica del quartetto, con Ricci a sax contralto, sopranino, clarinetto basso e cornetta, strumenti usati con tecniche non convenzionali; con Sanna impegnato a produrre stranezze sulla chitarra, con listarelle metalliche, palloncini e cellophane; con Costantini alle prese con un contrabbasso a volte pulsante altre volte ‘vittima’ acustica di preparazione e con Spera che si destreggia nelle tipiche irregolarità di un batterista free con sostegno di oggetti. Direi che non c’è nulla che non possa essere assecondato con favore in NGɔNGɔNG, l’ascolto restituisce molti elementi: il senso utile della castrazione e di un inaspettato mistero in ixoxo; la propulsione strumentale e la famelica voce di Sanna che dà vita a pɔɔ; i dettagli strapazzati che si raccolgono in gqagqa dove gli armonici risiedono in una terra amena e la chitarra è apolide sui parametri; l’ipnotismo strano e ficcante di kpɔKpɔ; i suoni d’aria, sporchi, perturbati ed estesi di vuuvuu; l’esperienza viva che si respira in tokek, dove prima si accede ad un’area più tranquilla, sorniona e senza ritmica (una sensazione di attesa apparente e fragilità) e dopo si riaccende mordente (suoni ricercati sugli strumenti che sembrano replicare lo spettro di un messaggio in codice morse). Con NGɔNGɔNG gli idiomi si sono persi nell’oceano, le frammentazioni, le dispersioni e il disorientamento prendono consistenza e il finale di gbɔɔ è validissimo nell’offrire riverberi, sincopi elettriche e una sorta di tam tam apprensivo della batteria. Provate a trovare il messaggio!" Ettore Garzia, Percorsi Musicali, 2026.

01 _ ixoxo 4:49
02 _ pɔɔ 2:27
03 _ gqagqa 5:16
04 _ kpɔKpɔ 3:29
05 _ vuuvuu 3:26
06 _ boak 4:06
07 _ tokek 12:49
08 _ gbɔɔ 11:42

(C) + (P) 2025
Edoardo Ricci _ alto sax _ bass clarinet _ sopranino _ cornet
Eugenio Sanna _ amplified guitar _ balloons _ metal strips _ cellophane _ voice
Maurizio Costantini _ prepared double bass
Fabrizio Spera _ drums _ sound objects

Improvised music by some of the most respected musicians of the Italian and international improvisation scene. The album was recorded on July 2, 2023 in the Cinema Sparm hall in Montisi (SI) by Umberto Ugoberti and produced by Roberto Barcucci.

"(...) Registrato il 2 luglio 2023 nella sala Cinema Sparm di Montisi (provincia di Siena), ɔ ɔ è un CD di un quartetto d’improvvisazione libera formato da Eugenio Sanna, Edoardo Ricci, Maurizio Costantini e Fabrizio Spera. Questi 4 bravi musicisti hanno molto da insegnare, specialmente Sanna e Ricci che calcano la scena improvvisativa italiana da tantissimi anni. Ultimamente Sanna ha anche pubblicato sulla sua pagina facebook un ampio resoconto della storia dell’improvvisazione pisana, di cui è stato certamente un artefice. NGɔNGɔNG è
pura free improvisation che non ha una ‘lingua’. Il quartetto si muove in un’area di circoncisione stilistica comune, una dove le caratteristiche fisiche degli strumenti e i loro timbri possono riconoscersi nella piena libertà delle tecniche utilizzate; ciò che interessa sviluppare ai musicisti è una filosofia dell’impedimento visto come risorsa creativa, specialmente su fiati e corde questa manovra è possibile e può generare nuovi suoni, oltre che imporsi come sinonimo di resistenza culturale. Si può obiettare che queste sedute improvvisative non siano più una novità, ma in un’epoca di grande confusione intellettuale questi lavori sono ancora segnali di vita che risuonano con forza magnetica contro l’adattamento agli standard e al preconfezionamento della musica.
Dietro mia richiesta Costantini spiega che “...tutte le titolazioni del lavoro sono costruite attorno ad onomatopee legate al mondo acquatico, versi di animali e suoni propri di quegli ambienti. Alcune di esse sono autentiche, tratte e rielaborate da lingue di diverse aree del mondo, in particolare africane e asiatiche, altre invece sono inventate ma modellate sulle stesse strutture fonetiche e ritmiche. Queste onomatopee vogliono evocare ambienti acquatici oscuri e ambigui (acquitrini, paludi, zone liminali dove l’acqua ristagna e la vita assume forme imprevedibili), all’interno dei quali si muovono creature acquatiche mostruose...“.
Tali argomenti forniscono una logica alla musica del quartetto, con Ricci a sax contralto, sopranino, clarinetto basso e cornetta, strumenti usati con tecniche non convenzionali; con Sanna impegnato a produrre stranezze sulla chitarra, con listarelle metalliche, palloncini e cellophane; con Costantini alle prese con un contrabbasso a volte pulsante altre volte ‘vittima’ acustica di preparazione e con Spera che si destreggia nelle tipiche irregolarità di un batterista free con sostegno di oggetti. Direi che non c’è nulla che non possa essere assecondato con favore in NGɔNGɔNG, l’ascolto restituisce molti elementi: il senso utile della castrazione e di un inaspettato mistero in ixoxo; la propulsione strumentale e la famelica voce di Sanna che dà vita a pɔɔ; i dettagli strapazzati che si raccolgono in gqagqa dove gli armonici risiedono in una terra amena e la chitarra è apolide sui parametri; l’ipnotismo strano e ficcante di kpɔKpɔ; i suoni d’aria, sporchi, perturbati ed estesi di vuuvuu; l’esperienza viva che si respira in tokek, dove prima si accede ad un’area più tranquilla, sorniona e senza ritmica (una sensazione di attesa apparente e fragilità) e dopo si riaccende mordente (suoni ricercati sugli strumenti che sembrano replicare lo spettro di un messaggio in codice morse). Con NGɔNGɔNG gli idiomi si sono persi nell’oceano, le frammentazioni, le dispersioni e il disorientamento prendono consistenza e il finale di gbɔɔ è validissimo nell’offrire riverberi, sincopi elettriche e una sorta di tam tam apprensivo della batteria. Provate a trovare il messaggio!" Ettore Garzia, Percorsi Musicali, 2026.

01 _ ixoxo 4:49
02 _ pɔɔ 2:27
03 _ gqagqa 5:16
04 _ kpɔKpɔ 3:29
05 _ vuuvuu 3:26
06 _ boak 4:06
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