• MANIFESTO
  • CATALOGO
  • FESTIVAL
  • INFO
  • LINK
  • DICONO DI NOI
  • CONTATTI
  • MANIFESTO
  • CATALOGUE
  • FESTIVALS
  • INFO
  • LINKS
  • QUOTES
  • CONTACTS
  • ITALIANO

CATALOGO

  • AUDIO CATALOGO
  • VIDEO CATALOGO
  • DISTRIBUZIONE
  • switch to detailed view

CATALOGUE


AUDIO CATALOGUE

CATALOGUE

  • AUDIO CATALOGUE
  • VIDEO CATALOGUE
  • DISTRIBUTION
  • switch to detailed view

AUDIO CATALOGUE

  1. SM5070
  2. SM5060
  3. SM5050

SEGRETI DI FU!

LEMADONNE (Marcello Bellina, Riccardo Komesar, Bruno Cabrini)

Marcello Bellina _ basso _ contrabbasso elettrico _ mix
Riccardo Komesar _ chitarra _ sintetizzatore
Bruno Cabrini _ batteria _ tabla

Bel gruppo! Dicono di loro stessi: “LeMadonne è una conversazione musicale dai colori a succo d'erba che ricordano i fiori appassiti al sole e la terra rossiccia del deserto. È probabile che non si capisca, in pratica LeMadonne è un gruppo che non è mai stato fondato. Il trio predilige la libera improvvisazione influenzata da rock, metal, noise, psychedelia, elettronica e musica etnica. I tre musicisti suonano o hanno suonato in MoRkObOt, Viscera///, Zolle, Dyskinesia, Tryptamin e CMBNT."

"(...) "Segreti di Fu!" prodotto da Setola di Maiale è il nuovo lavoro de LeMadonne, un trio composto da Riccardo Komesar, Marcello Bellina e Bruno Cabrini, per un lavoro incentrato tutto sull’improvvisazione e sulla ricerca della libertà sonora. Riccardo Komesar alle chitarre e al synth, lo abbiamo già incontrato sulle nostre pagine, anche per le collaborazioni con Davide Cedolin, musicista poliedrico e esploratore del suono, sempre in viaggio ed in ricerca.
Marcello Bellina suona qui il basso e il doppio basso, con il moniker Berlikete è un disegnatore ed illustratore molto particolare, mentre in musica ha viaggiato con MoRkObOt e Zolle, anche lui alla perenne ricerca di suoni alternativi a quelli comuni. Infine, Bruno Cabrini arriva da altre esperienze musicali sempre all’avanguardia. Questo disco non è il primo lavoro, come ci spiegherà Riccardo nell’intervista qui sotto che ci ha rilasciato molto gentilmente.
La cifra stilistica è l’improvvisazione, si suona senza un fine predefinito od un genere, le tre diverse sensibilità musicali si amalgamano l’una con le altre in una creazione continua spaziando in tantissimi generi conosciuti come rock, metal, noise, psychedelia, elettronica e musica etnica, o anche in territori inesplorati. E proprio la meraviglia una delle sensazioni più ricorrenti in questo disco, lo stupore che si prova ascoltando questo disco, che è un flusso libero e liberato di suoni e di vitalità musicale. Non ci sono recinti di genere, non ci sono copie da vendere, si suona e si crea, lo scopo è quello della massima libertà creativa e i risultati si sentono.
Il trio improvvisa assieme dal 2019 e questo collaudato amalgama musicale si sente molto chiaramente e tutto funzione benissimo. Ascoltando il lavoro si arriva a pensare che il termine improvvisazione sia persino riduttivo per un gruppo del genere che ci porta davvero lontano, in un prato musicale ricchissimo e con moltissimi cieli differenti sopra di noi. La radice del suono è chiara, il succo musicale viene distillato e offerto in una maniera molto differente dalla solita alla quale siamo abituati.
Spesso ricerchiamo nella musica conferma in generi musicali o in suoni che ci generano piacere o sicurezza, raramente andiamo alla scoperta mettendoci in gioco come ascoltatori, mentre qui succede proprio questo, i musicisti sperimentano e noi siamo invitati a seguirli diventando ascoltatori attivi, attori consapevoli in un universo di suoni e rumori differenti e mai uguali a loro stessi o ad altri suoni.
“Segreti di Fu!” è un disco che sblocca le nostre barriere musicali, ci porta nelle profondità della musica libera, del suono senza catene, un continuum musicale che diventa buco nero per passare oltre come nel film “Interstellar”, per poi scoprire proprio come nel film che ciò che crediamo esterno in realtà è dentro di noi, e noi siamo i creatori di gran parte dell’immaginario che suoniamo, scriviamo o leggiamo. Un disco che è un universo a sé stante fatto per creare altri universi, in un legame sonoro continuo, magnifico esempio di cosa possa nascere grazie alla creatività liberata." Massimo Argo, In Your Eyes, 2026.

"(...) Dei Le Madonne vi parlammo a Natale e siamo lieti siano tornate da noi. Attaccano storte e sinistre senza però andare allo sfascio, mantenendo quell’equilibrio che fa la differenza fra un approccio pesante e sghembo e lo sfascio totale. Il trio è passato oltre al blues, alle anfetamine ed ai rettili, con una bruma oscura che di fatto è la loro forza. Immaginate degli US Maple dritti, so che è bizzarro ma datemi credito. I titoli dei brani parlano la lingua di una strana religione ed ed il trio (ricordiamolo, con Bruno Cabrini alle pelli, Riccardo Komesar alla chitarra e Marcello Bellina al basso) sta ben attento a non alleggerire mai il carico. Del resto se il senso è quello di nuotare in un mare di pece aspettereste di trovarci i pesci rossi? Naah, si rimesta il pastone e le sfumature sono nere o grigie. Niente cremisi, il re se ne è andato bestemmiando e le figure mariane non si sono fatte attendere: suonano e di brutto, senza nessuna fretta. A tratti addirittura sembra una prova alla domenica mattina: synth ed organi come osanna, ritmo lasco fino ad un inasprirsi che più che un viaggio spaziale tende ad essere una partita di golf fra i rottami. Essi: certo che non tornerà il titolo del caso, tanto per far morire aspettative su miracoli ed apparizioni. Il tiro c’è ed il trio quanto vuole picchia, scusa e sposta equilibri ed attenzioni in un suono pesante ma variegato, che ci trascina in un percorso dinamico e comprensibile. Sembra di assistere ad una sessione di musicisti che hanno arrangiato la propria strumentazione con i resti trovati in garage e dopo due pomeriggi cacano in testa a riccardoni ed agli sperimentatori sterili e gratuiti, aprendo scenari desertici oltre il rock, dove polvere e morte la fanno da padrone. Io: d’ tutti gl’ è una sorta di pezzo ballabile, come se in balera ci fossero plantigradi usciti dalle mente di Maurice Sendak sotto botta di oppiacei, col risultato di voler assolutamente scendere in pista. Ancora uno sprazzo prima di finire in un brano che forse è la summa di questo disco: incedere ritmico prodotto probabilmente con delle batterie di automobili e relativi liquami, crescita esponenziale dove la pulizia se ne sta alla larga e l’impeto è fatto con la voglia di chi è obbligato a prenderti a schiaffi e lo fa perché sa che ti farà del bene. Grazie, amen, sempre lordate siano." Vasco Viviani, Sodapop, 2026.

01 _ – 1:41
02 _ Io: Cosa rtatetraspo U' molto 2:47
03 _ Loro: ificasign iremor E' 4:39
04 _ Essi: certo che non tornerà 4:42
05 _ Tutti: mai più i' vta 1:25
06 _ Egli: e i' suo copo 2:54
07 _ Egli: produrrà soltanto fe-tore 6:06
08 _ Io: vermi E' questo i'. 0:53
09 _ Io: d' tutti gl' 2:52
10 _ Egli: Verrò anche io sotterrato 1:09
11 _ – 6:04

(C) + (P) 2026
Marcello Bellina _ bass _ electric double bass _ mix
Riccardo Komesar _ guitar _ synth
Bruno Cabrini _ drums _ tabla

Nice group! They say about themselves: "LeMadonne is a musical conversation with grass-juice colors reminiscent of sun-dried flowers and the reddish earth of the desert. It's likely not clear what you're getting at; LeMadonne is essentially a band that never formed. The trio favors free improvisation influenced by rock, metal, noise, psychedelia, electronica, and ethnic music. The three musicians play or have played in MoRkObOt, Viscera///, Zolle, Dyskinesia, Tryptamin, and CMBNT."

"(...) "Segreti di Fu!" prodotto da Setola di Maiale è il nuovo lavoro de LeMadonne, un trio composto da Riccardo Komesar, Marcello Bellina e Bruno Cabrini, per un lavoro incentrato tutto sull’improvvisazione e sulla ricerca della libertà sonora. Riccardo Komesar alle chitarre e al synth, lo abbiamo già incontrato sulle nostre pagine, anche per le collaborazioni con Davide Cedolin, musicista poliedrico e esploratore del suono, sempre in viaggio ed in ricerca.
Marcello Bellina suona qui il basso e il doppio basso, con il moniker Berlikete è un disegnatore ed illustratore molto particolare, mentre in musica ha viaggiato con MoRkObOt e Zolle, anche lui alla perenne ricerca di suoni alternativi a quelli comuni. Infine, Bruno Cabrini arriva da altre esperienze musicali sempre all’avanguardia. Questo disco non è il primo lavoro, come ci spiegherà Riccardo nell’intervista qui sotto che ci ha rilasciato molto gentilmente.
La cifra stilistica è l’improvvisazione, si suona senza un fine predefinito od un genere, le tre diverse sensibilità musicali si amalgamano l’una con le altre in una creazione continua spaziando in tantissimi generi conosciuti come rock, metal, noise, psychedelia, elettronica e musica etnica, o anche in territori inesplorati. E proprio la meraviglia una delle sensazioni più ricorrenti in questo disco, lo stupore che si prova ascoltando questo disco, che è un flusso libero e liberato di suoni e di vitalità musicale. Non ci sono recinti di genere, non ci sono copie da vendere, si suona e si crea, lo scopo è quello della massima libertà creativa e i risultati si sentono.
Il trio improvvisa assieme dal 2019 e questo collaudato amalgama musicale si sente molto chiaramente e tutto funzione benissimo. Ascoltando il lavoro si arriva a pensare che il termine improvvisazione sia persino riduttivo per un gruppo del genere che ci porta davvero lontano, in un prato musicale ricchissimo e con moltissimi cieli differenti sopra di noi. La radice del suono è chiara, il succo musicale viene distillato e offerto in una maniera molto differente dalla solita alla quale siamo abituati.
Spesso ricerchiamo nella musica conferma in generi musicali o in suoni che ci generano piacere o sicurezza, raramente andiamo alla scoperta mettendoci in gioco come ascoltatori, mentre qui succede proprio questo, i musicisti sperimentano e noi siamo invitati a seguirli diventando ascoltatori attivi, attori consapevoli in un universo di suoni e rumori differenti e mai uguali a loro stessi o ad altri suoni.
“Segreti di Fu!” è un disco che sblocca le nostre barriere musicali, ci porta nelle profondità della musica libera, del suono senza catene, un continuum musicale che diventa buco nero per passare oltre come nel film “Interstellar”, per poi scoprire proprio come nel film che ciò che crediamo esterno in realtà è dentro di noi, e noi siamo i creatori di gran parte dell’immaginario che suoniamo, scriviamo o leggiamo. Un disco che è un universo a sé stante fatto per creare altri universi, in un legame sonoro continuo, magnifico esempio di cosa possa nascere grazie alla creatività liberata." Massimo Argo, In Your Eyes, 2026.

"(...) Dei Le Madonne vi parlammo a Natale e siamo lieti siano tornate da noi. Attaccano storte e sinistre senza però andare allo sfascio, mantenendo quell’equilibrio che fa la differenza fra un approccio pesante e sghembo e lo sfascio totale. Il trio è passato oltre al blues, alle anfetamine ed ai rettili, con una bruma oscura che di fatto è la loro forza. Immaginate degli US Maple dritti, so che è bizzarro ma datemi credito. I titoli dei brani parlano la lingua di una strana religione ed ed il trio (ricordiamolo, con Bruno Cabrini alle pelli, Riccardo Komesar alla chitarra e Marcello Bellina al basso) sta ben attento a non alleggerire mai il carico. Del resto se il senso è quello di nuotare in un mare di pece aspettereste di trovarci i pesci rossi? Naah, si rimesta il pastone e le sfumature sono nere o grigie. Niente cremisi, il re se ne è andato bestemmiando e le figure mariane non si sono fatte attendere: suonano e di brutto, senza nessuna fretta. A tratti addirittura sembra una prova alla domenica mattina: synth ed organi come osanna, ritmo lasco fino ad un inasprirsi che più che un viaggio spaziale tende ad essere una partita di golf fra i rottami. Essi: certo che non tornerà il titolo del caso, tanto per far morire aspettative su miracoli ed apparizioni. Il tiro c’è ed il trio quanto vuole picchia, scusa e sposta equilibri ed attenzioni in un suono pesante ma variegato, che ci trascina in un percorso dinamico e comprensibile. Sembra di assistere ad una sessione di musicisti che hanno arrangiato la propria strumentazione con i resti trovati in garage e dopo due pomeriggi cacano in testa a riccardoni ed agli sperimentatori sterili e gratuiti, aprendo scenari desertici oltre il rock, dove polvere e morte la fanno da padrone. Io: d’ tutti gl’ è una sorta di pezzo ballabile, come se in balera ci fossero plantigradi usciti dalle mente di Maurice Sendak sotto botta di oppiacei, col risultato di voler assolutamente scendere in pista. Ancora uno sprazzo prima di finire in un brano che forse è la summa di questo disco: incedere ritmico prodotto probabilmente con delle batterie di automobili e relativi liquami, crescita esponenziale dove la pulizia se ne sta alla larga e l’impeto è fatto con la voglia di chi è obbligato a prenderti a schiaffi e lo fa perché sa che ti farà del bene. Grazie, amen, sempre lordate siano." Vasco Viviani, Sodapop, 2026.

01 _ – 1:41
02 _ Io: Cosa rtatetraspo U' molto 2:47
03 _ Loro: ificasign iremor E' 4:39
04 _ Essi: certo che non tornerà 4:42
05 _ Tutti: mai più i' vta 1:25
06 _ Egli: e i' suo copo 2:54
07 _ Egli: produrrà soltanto fe-tore 6:06
08 _ Io: vermi E' questo i'. 0:53
09 _ Io: d' tutti gl' 2:52
10 _ Egli: Verrò anche io sotterrato 1:09
11 _ – 6:04

(C) + (P) 2026

SEGRETI DI FU!

LEMADONNE (Marcello Bellina, Riccardo Komesar, Bruno Cabrini)

Marcello Bellina _ basso _ contrabbasso elettrico _ mix
Riccardo Komesar _ chitarra _ sintetizzatore
Bruno Cabrini _ batteria _ tabla

Bel gruppo! Dicono di loro stessi: “LeMadonne è una conversazione musicale dai colori a succo d'erba che ricordano i fiori appassiti al sole e la terra rossiccia del deserto. È probabile che non si capisca, in pratica LeMadonne è un gruppo che non è mai stato fondato. Il trio predilige la libera improvvisazione influenzata da rock, metal, noise, psychedelia, elettronica e musica etnica. I tre musicisti suonano o hanno suonato in MoRkObOt, Viscera///, Zolle, Dyskinesia, Tryptamin e CMBNT."

"(...) "Segreti di Fu!" prodotto da Setola di Maiale è il nuovo lavoro de LeMadonne, un trio composto da Riccardo Komesar, Marcello Bellina e Bruno Cabrini, per un lavoro incentrato tutto sull’improvvisazione e sulla ricerca della libertà sonora. Riccardo Komesar alle chitarre e al synth, lo abbiamo già incontrato sulle nostre pagine, anche per le collaborazioni con Davide Cedolin, musicista poliedrico e esploratore del suono, sempre in viaggio ed in ricerca.
Marcello Bellina suona qui il basso e il doppio basso, con il moniker Berlikete è un disegnatore ed illustratore molto particolare, mentre in musica ha viaggiato con MoRkObOt e Zolle, anche lui alla perenne ricerca di suoni alternativi a quelli comuni. Infine, Bruno Cabrini arriva da altre esperienze musicali sempre all’avanguardia. Questo disco non è il primo lavoro, come ci spiegherà Riccardo nell’intervista qui sotto che ci ha rilasciato molto gentilmente.
La cifra stilistica è l’improvvisazione, si suona senza un fine predefinito od un genere, le tre diverse sensibilità musicali si amalgamano l’una con le altre in una creazione continua spaziando in tantissimi generi conosciuti come rock, metal, noise, psychedelia, elettronica e musica etnica, o anche in territori inesplorati. E proprio la meraviglia una delle sensazioni più ricorrenti in questo disco, lo stupore che si prova ascoltando questo disco, che è un flusso libero e liberato di suoni e di vitalità musicale. Non ci sono recinti di genere, non ci sono copie da vendere, si suona e si crea, lo scopo è quello della massima libertà creativa e i risultati si sentono.
Il trio improvvisa assieme dal 2019 e questo collaudato amalgama musicale si sente molto chiaramente e tutto funzione benissimo. Ascoltando il lavoro si arriva a pensare che il termine improvvisazione sia persino riduttivo per un gruppo del genere che ci porta davvero lontano, in un prato musicale ricchissimo e con moltissimi cieli differenti sopra di noi. La radice del suono è chiara, il succo musicale viene distillato e offerto in una maniera molto differente dalla solita alla quale siamo abituati.
Spesso ricerchiamo nella musica conferma in generi musicali o in suoni che ci generano piacere o sicurezza, raramente andiamo alla scoperta mettendoci in gioco come ascoltatori, mentre qui succede proprio questo, i musicisti sperimentano e noi siamo invitati a seguirli diventando ascoltatori attivi, attori consapevoli in un universo di suoni e rumori differenti e mai uguali a loro stessi o ad altri suoni.
“Segreti di Fu!” è un disco che sblocca le nostre barriere musicali, ci porta nelle profondità della musica libera, del suono senza catene, un continuum musicale che diventa buco nero per passare oltre come nel film “Interstellar”, per poi scoprire proprio come nel film che ciò che crediamo esterno in realtà è dentro di noi, e noi siamo i creatori di gran parte dell’immaginario che suoniamo, scriviamo o leggiamo. Un disco che è un universo a sé stante fatto per creare altri universi, in un legame sonoro continuo, magnifico esempio di cosa possa nascere grazie alla creatività liberata." Massimo Argo, In Your Eyes, 2026.

"(...) Dei Le Madonne vi parlammo a Natale e siamo lieti siano tornate da noi. Attaccano storte e sinistre senza però andare allo sfascio, mantenendo quell’equilibrio che fa la differenza fra un approccio pesante e sghembo e lo sfascio totale. Il trio è passato oltre al blues, alle anfetamine ed ai rettili, con una bruma oscura che di fatto è la loro forza. Immaginate degli US Maple dritti, so che è bizzarro ma datemi credito. I titoli dei brani parlano la lingua di una strana religione ed ed il trio (ricordiamolo, con Bruno Cabrini alle pelli, Riccardo Komesar alla chitarra e Marcello Bellina al basso) sta ben attento a non alleggerire mai il carico. Del resto se il senso è quello di nuotare in un mare di pece aspettereste di trovarci i pesci rossi? Naah, si rimesta il pastone e le sfumature sono nere o grigie. Niente cremisi, il re se ne è andato bestemmiando e le figure mariane non si sono fatte attendere: suonano e di brutto, senza nessuna fretta. A tratti addirittura sembra una prova alla domenica mattina: synth ed organi come osanna, ritmo lasco fino ad un inasprirsi che più che un viaggio spaziale tende ad essere una partita di golf fra i rottami. Essi: certo che non tornerà il titolo del caso, tanto per far morire aspettative su miracoli ed apparizioni. Il tiro c’è ed il trio quanto vuole picchia, scusa e sposta equilibri ed attenzioni in un suono pesante ma variegato, che ci trascina in un percorso dinamico e comprensibile. Sembra di assistere ad una sessione di musicisti che hanno arrangiato la propria strumentazione con i resti trovati in garage e dopo due pomeriggi cacano in testa a riccardoni ed agli sperimentatori sterili e gratuiti, aprendo scenari desertici oltre il rock, dove polvere e morte la fanno da padrone. Io: d’ tutti gl’ è una sorta di pezzo ballabile, come se in balera ci fossero plantigradi usciti dalle mente di Maurice Sendak sotto botta di oppiacei, col risultato di voler assolutamente scendere in pista. Ancora uno sprazzo prima di finire in un brano che forse è la summa di questo disco: incedere ritmico prodotto probabilmente con delle batterie di automobili e relativi liquami, crescita esponenziale dove la pulizia se ne sta alla larga e l’impeto è fatto con la voglia di chi è obbligato a prenderti a schiaffi e lo fa perché sa che ti farà del bene. Grazie, amen, sempre lordate siano." Vasco Viviani, Sodapop, 2026.

01 _ – 1:41
02 _ Io: Cosa rtatetraspo U' molto 2:47
03 _ Loro: ificasign iremor E' 4:39
04 _ Essi: certo che non tornerà 4:42
05 _ Tutti: mai più i' vta 1:25
06 _ Egli: e i' suo copo 2:54
07 _ Egli: produrrà soltanto fe-tore 6:06
08 _ Io: vermi E' questo i'. 0:53
09 _ Io: d' tutti gl' 2:52
10 _ Egli: Verrò anche io sotterrato 1:09
11 _ – 6:04

(C) + (P) 2026
Marcello Bellina _ bass _ electric double bass _ mix
Riccardo Komesar _ guitar _ synth
Bruno Cabrini _ drums _ tabla

Nice group! They say about themselves: "LeMadonne is a musical conversation with grass-juice colors reminiscent of sun-dried flowers and the reddish earth of the desert. It's likely not clear what you're getting at; LeMadonne is essentially a band that never formed. The trio favors free improvisation influenced by rock, metal, noise, psychedelia, electronica, and ethnic music. The three musicians play or have played in MoRkObOt, Viscera///, Zolle, Dyskinesia, Tryptamin, and CMBNT."

"(...) "Segreti di Fu!" prodotto da Setola di Maiale è il nuovo lavoro de LeMadonne, un trio composto da Riccardo Komesar, Marcello Bellina e Bruno Cabrini, per un lavoro incentrato tutto sull’improvvisazione e sulla ricerca della libertà sonora. Riccardo Komesar alle chitarre e al synth, lo abbiamo già incontrato sulle nostre pagine, anche per le collaborazioni con Davide Cedolin, musicista poliedrico e esploratore del suono, sempre in viaggio ed in ricerca.
Marcello Bellina suona qui il basso e il doppio basso, con il moniker Berlikete è un disegnatore ed illustratore molto particolare, mentre in musica ha viaggiato con MoRkObOt e Zolle, anche lui alla perenne ricerca di suoni alternativi a quelli comuni. Infine, Bruno Cabrini arriva da altre esperienze musicali sempre all’avanguardia. Questo disco non è il primo lavoro, come ci spiegherà Riccardo nell’intervista qui sotto che ci ha rilasciato molto gentilmente.
La cifra stilistica è l’improvvisazione, si suona senza un fine predefinito od un genere, le tre diverse sensibilità musicali si amalgamano l’una con le altre in una creazione continua spaziando in tantissimi generi conosciuti come rock, metal, noise, psychedelia, elettronica e musica etnica, o anche in territori inesplorati. E proprio la meraviglia una delle sensazioni più ricorrenti in questo disco, lo stupore che si prova ascoltando questo disco, che è un flusso libero e liberato di suoni e di vitalità musicale. Non ci sono recinti di genere, non ci sono copie da vendere, si suona e si crea, lo scopo è quello della massima libertà creativa e i risultati si sentono.
Il trio improvvisa assieme dal 2019 e questo collaudato amalgama musicale si sente molto chiaramente e tutto funzione benissimo. Ascoltando il lavoro si arriva a pensare che il termine improvvisazione sia persino riduttivo per un gruppo del genere che ci porta davvero lontano, in un prato musicale ricchissimo e con moltissimi cieli differenti sopra di noi. La radice del suono è chiara, il succo musicale viene distillato e offerto in una maniera molto differente dalla solita alla quale siamo abituati.
Spesso ricerchiamo nella musica conferma in generi musicali o in suoni che ci generano piacere o sicurezza, raramente andiamo alla scoperta mettendoci in gioco come ascoltatori, mentre qui succede proprio questo, i musicisti sperimentano e noi siamo invitati a seguirli diventando ascoltatori attivi, attori consapevoli in un universo di suoni e rumori differenti e mai uguali a loro stessi o ad altri suoni.
“Segreti di Fu!” è un disco che sblocca le nostre barriere musicali, ci porta nelle profondità della musica libera, del suono senza catene, un continuum musicale che diventa buco nero per passare oltre come nel film “Interstellar”, per poi scoprire proprio come nel film che ciò che crediamo esterno in realtà è dentro di noi, e noi siamo i creatori di gran parte dell’immaginario che suoniamo, scriviamo o leggiamo. Un disco che è un universo a sé stante fatto per creare altri universi, in un legame sonoro continuo, magnifico esempio di cosa possa nascere grazie alla creatività liberata." Massimo Argo, In Your Eyes, 2026.

"(...) Dei Le Madonne vi parlammo a Natale e siamo lieti siano tornate da noi. Attaccano storte e sinistre senza però andare allo sfascio, mantenendo quell’equilibrio che fa la differenza fra un approccio pesante e sghembo e lo sfascio totale. Il trio è passato oltre al blues, alle anfetamine ed ai rettili, con una bruma oscura che di fatto è la loro forza. Immaginate degli US Maple dritti, so che è bizzarro ma datemi credito. I titoli dei brani parlano la lingua di una strana religione ed ed il trio (ricordiamolo, con Bruno Cabrini alle pelli, Riccardo Komesar alla chitarra e Marcello Bellina al basso) sta ben attento a non alleggerire mai il carico. Del resto se il senso è quello di nuotare in un mare di pece aspettereste di trovarci i pesci rossi? Naah, si rimesta il pastone e le sfumature sono nere o grigie. Niente cremisi, il re se ne è andato bestemmiando e le figure mariane non si sono fatte attendere: suonano e di brutto, senza nessuna fretta. A tratti addirittura sembra una prova alla domenica mattina: synth ed organi come osanna, ritmo lasco fino ad un inasprirsi che più che un viaggio spaziale tende ad essere una partita di golf fra i rottami. Essi: certo che non tornerà il titolo del caso, tanto per far morire aspettative su miracoli ed apparizioni. Il tiro c’è ed il trio quanto vuole picchia, scusa e sposta equilibri ed attenzioni in un suono pesante ma variegato, che ci trascina in un percorso dinamico e comprensibile. Sembra di assistere ad una sessione di musicisti che hanno arrangiato la propria strumentazione con i resti trovati in garage e dopo due pomeriggi cacano in testa a riccardoni ed agli sperimentatori sterili e gratuiti, aprendo scenari desertici oltre il rock, dove polvere e morte la fanno da padrone. Io: d’ tutti gl’ è una sorta di pezzo ballabile, come se in balera ci fossero plantigradi usciti dalle mente di Maurice Sendak sotto botta di oppiacei, col risultato di voler assolutamente scendere in pista. Ancora uno sprazzo prima di finire in un brano che forse è la summa di questo disco: incedere ritmico prodotto probabilmente con delle batterie di automobili e relativi liquami, crescita esponenziale dove la pulizia se ne sta alla larga e l’impeto è fatto con la voglia di chi è obbligato a prenderti a schiaffi e lo fa perché sa che ti farà del bene. Grazie, amen, sempre lordate siano." Vasco Viviani, Sodapop, 2026.

01 _ – 1:41
02 _ Io: Cosa rtatetraspo U' molto 2:47
03 _ Loro: ificasign iremor E' 4:39
04 _ Essi: certo che non tornerà 4:42
05 _ Tutti: mai più i' vta 1:25
06 _ Egli: e i' suo copo 2:54
07 _ Egli: produrrà soltanto fe-tore 6:06
08 _ Io: vermi E' questo i'. 0:53
09 _ Io: d' tutti gl' 2:52
10 _ Egli: Verrò anche io sotterrato 1:09
11 _ – 6:04

(C) + (P) 2026

© 1993 - 2026 Setola di Maiale