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  1. SM5080
  2. SM5070
  3. SM5060

CASCA IL MONDO, CASCA LA TERRA

TUAREG CALLIOPE (Alessio Del Donno, Roberto Di Blasio, Alberto Plebe Piccinni, Simone Vincenzini, Giorgio Zeppilli)
Alessio Del Donno _ chitarra elettrica _ rumore
Roberto Di Blasio _ sax alto
Alberto Plebe Piccinni _ sax alto
Simone Vincenzini _ batteria
Giorgio Zeppilli _ basso elettrico

Quintetto ruvido ma mai grezzo o ostile alle orecchie, dell'area bolognese e che vede coinvolto anche Roberto Di Blasio (vedi Aniello Perduto, SM4660). Registrazione di Giorgio Zeppilli (inverno 2023); stem mastering di Raffaele Morabito; mix di Alessio Del Donno e Roberto Di Blasio. In copertina dipinto su cartoncino dalle origini sconosciute. Trovato chissà dove e regalato ad Alessio da Simone Ielardi, se conosci l'autore contattaci.

"(...) I Tuareg Calliope sono una band orbitante nell’area bolognese composta da Alessio Del Donno (chitarra elettrica), Roberto Di Blasio (sax alto), Alberto Plebe Piccinni (sax alto), Simone Vincenzini (batteria) e Giorgio Zeppilli (basso elettrico). Il gruppo sfrutta quell’intuizione trasversale che pone in correlazione un certo tipo di rock dalla tendenza progressista e rumorosa con l’improvvisazione libera e Casca Il Mondo, Casca La Terra... è tutt’altro che un esercizio pervasivo di una volontà di riprodurre fantasmi musicali; siamo in territori misti e senza compromessi, aree di intervento che l’etichetta di Giust spesso favorisce in virtù di nuovi elementi da considerare e al riguardo Di Blasio non è certo uno sconosciuto in casa Setola, dal momento che sotto lo pseudonimo di Aniello Perduto ha già pubblicato un precedente album solista del quale la critica specializzata ne ha parlato molto bene. Il titolo del CD potrebbe far presagire una negatività ben superiore a quella che la celebre filastrocca propone, ma allo stesso tempo non ci sono nemmeno elementi per poter supporre il contrario: è una dichiarazione politica con una sua drammaturgia, una che ci permette di intercettare una fase critica dell’umanità a cui evidentemente la band aderisce. Se è vero che la titolazione proietta una certa ironia (penso per esempio alle titolazioni, a Decrescita personale, Google farm bombing o Pervasi non comunicanti) è anche vero che la musica nel complesso ha un’esposizione più seria, è una scarica elettrica con percussività roteante; la fine delle certezze dell’umanità arriva con assoli non preordinati, sferzate di basso e chitarra e sassofoni che urlano materia informe. E’ una denuncia talvolta sghemba, come succede per esempio in Morte al nervo ottico, che mi fa pensare a quanto sia importante considerare ancora oggi le eredità musicali di un Captain Beefheart per un possibile trapianto ideologico nel free jazz, ma in generale ciò che sorprende è la bravura dei musicisti che sanno regalare una condizione strutturale della modernità che esula dal nichilismo, l’assurdo o il vuoto esistenziale e punta sulla forza e la dignità di un’espressione che è atto politico, protesta simbolica che contiene molto probabilmente al suo interno un diniego contro il degrado culturale, contro i difetti dei mezzi informativi e informatici e la mancanza di filtro valutativo del mondo. Qui il rumore non porta alla catarsi ma supporta la fragilità delle coscienze." Ettore Garzia, Percorsi Musicali, 2026.

01 _ Benvenuti 7:10
02 _ Decrescita Personale 4:22
03 _ Morte al Nervo Ottico 3:54
04 _ La parata Disperata 7:20
05 _ Google Farm Bombing 3:46
06 _ Pervasi Non Comunicanti 4:48
07 _ Dammene Troppa 4:00

(C) + (P) 2026
Alessio Del Donno _ electric guitar _ noise
Roberto Di Blasio _ alto saxophone
Alberto Plebe Piccinni _ alto saxophone
Simone Vincenzini _ drums
Giorgio Zeppilli _ electric bass

A rough quintet but never crude or hostile to the ear, with an exciting sound, coming from the Bologna area, which also includes Roberto Di Blasio (see Aniello Perduto, SM4660). Recorded by Giorgio Zeppilli (Winter 2023); stem mastering by Raffaele Morabito; mixed by Alessio Del Donno and Roberto Di Blasio. The cover is painted on cardboard of unknown origin. Found who knows where and given to Alessio by Simone Ielardi. If you know the artist, please contact us.

"(...) I Tuareg Calliope sono una band orbitante nell’area bolognese composta da Alessio Del Donno (chitarra elettrica), Roberto Di Blasio (sax alto), Alberto Plebe Piccinni (sax alto), Simone Vincenzini (batteria) e Giorgio Zeppilli (basso elettrico). Il gruppo sfrutta quell’intuizione trasversale che pone in correlazione un certo tipo di rock dalla tendenza progressista e rumorosa con l’improvvisazione libera e Casca Il Mondo, Casca La Terra... è tutt’altro che un esercizio pervasivo di una volontà di riprodurre fantasmi musicali; siamo in territori misti e senza compromessi, aree di intervento che l’etichetta di Giust spesso favorisce in virtù di nuovi elementi da considerare e al riguardo Di Blasio non è certo uno sconosciuto in casa Setola, dal momento che sotto lo pseudonimo di Aniello Perduto ha già pubblicato un precedente album solista del quale la critica specializzata ne ha parlato molto bene. Il titolo del CD potrebbe far presagire una negatività ben superiore a quella che la celebre filastrocca propone, ma allo stesso tempo non ci sono nemmeno elementi per poter supporre il contrario: è una dichiarazione politica con una sua drammaturgia, una che ci permette di intercettare una fase critica dell’umanità a cui evidentemente la band aderisce. Se è vero che la titolazione proietta una certa ironia (penso per esempio alle titolazioni, a Decrescita personale, Google farm bombing o Pervasi non comunicanti) è anche vero che la musica nel complesso ha un’esposizione più seria, è una scarica elettrica con percussività roteante; la fine delle certezze dell’umanità arriva con assoli non preordinati, sferzate di basso e chitarra e sassofoni che urlano materia informe. E’ una denuncia talvolta sghemba, come succede per esempio in Morte al nervo ottico, che mi fa pensare a quanto sia importante considerare ancora oggi le eredità musicali di un Captain Beefheart per un possibile trapianto ideologico nel free jazz, ma in generale ciò che sorprende è la bravura dei musicisti che sanno regalare una condizione strutturale della modernità che esula dal nichilismo, l’assurdo o il vuoto esistenziale e punta sulla forza e la dignità di un’espressione che è atto politico, protesta simbolica che contiene molto probabilmente al suo interno un diniego contro il degrado culturale, contro i difetti dei mezzi informativi e informatici e la mancanza di filtro valutativo del mondo. Qui il rumore non porta alla catarsi ma supporta la fragilità delle coscienze." Ettore Garzia, Percorsi Musicali, 2026.

01 _ Benvenuti 7:10
02 _ Decrescita Personale 4:22
03 _ Morte al Nervo Ottico 3:54
04 _ La parata Disperata 7:20
05 _ Google Farm Bombing 3:46
06 _ Pervasi Non Comunicanti 4:48
07 _ Dammene Troppa 4:00

(C) + (P) 2026

CASCA IL MONDO, CASCA LA TERRA

TUAREG CALLIOPE (Alessio Del Donno, Roberto Di Blasio, Alberto Plebe Piccinni, Simone Vincenzini, Giorgio Zeppilli)
Alessio Del Donno _ chitarra elettrica _ rumore
Roberto Di Blasio _ sax alto
Alberto Plebe Piccinni _ sax alto
Simone Vincenzini _ batteria
Giorgio Zeppilli _ basso elettrico

Quintetto ruvido ma mai grezzo o ostile alle orecchie, dell'area bolognese e che vede coinvolto anche Roberto Di Blasio (vedi Aniello Perduto, SM4660). Registrazione di Giorgio Zeppilli (inverno 2023); stem mastering di Raffaele Morabito; mix di Alessio Del Donno e Roberto Di Blasio. In copertina dipinto su cartoncino dalle origini sconosciute. Trovato chissà dove e regalato ad Alessio da Simone Ielardi, se conosci l'autore contattaci.

"(...) I Tuareg Calliope sono una band orbitante nell’area bolognese composta da Alessio Del Donno (chitarra elettrica), Roberto Di Blasio (sax alto), Alberto Plebe Piccinni (sax alto), Simone Vincenzini (batteria) e Giorgio Zeppilli (basso elettrico). Il gruppo sfrutta quell’intuizione trasversale che pone in correlazione un certo tipo di rock dalla tendenza progressista e rumorosa con l’improvvisazione libera e Casca Il Mondo, Casca La Terra... è tutt’altro che un esercizio pervasivo di una volontà di riprodurre fantasmi musicali; siamo in territori misti e senza compromessi, aree di intervento che l’etichetta di Giust spesso favorisce in virtù di nuovi elementi da considerare e al riguardo Di Blasio non è certo uno sconosciuto in casa Setola, dal momento che sotto lo pseudonimo di Aniello Perduto ha già pubblicato un precedente album solista del quale la critica specializzata ne ha parlato molto bene. Il titolo del CD potrebbe far presagire una negatività ben superiore a quella che la celebre filastrocca propone, ma allo stesso tempo non ci sono nemmeno elementi per poter supporre il contrario: è una dichiarazione politica con una sua drammaturgia, una che ci permette di intercettare una fase critica dell’umanità a cui evidentemente la band aderisce. Se è vero che la titolazione proietta una certa ironia (penso per esempio alle titolazioni, a Decrescita personale, Google farm bombing o Pervasi non comunicanti) è anche vero che la musica nel complesso ha un’esposizione più seria, è una scarica elettrica con percussività roteante; la fine delle certezze dell’umanità arriva con assoli non preordinati, sferzate di basso e chitarra e sassofoni che urlano materia informe. E’ una denuncia talvolta sghemba, come succede per esempio in Morte al nervo ottico, che mi fa pensare a quanto sia importante considerare ancora oggi le eredità musicali di un Captain Beefheart per un possibile trapianto ideologico nel free jazz, ma in generale ciò che sorprende è la bravura dei musicisti che sanno regalare una condizione strutturale della modernità che esula dal nichilismo, l’assurdo o il vuoto esistenziale e punta sulla forza e la dignità di un’espressione che è atto politico, protesta simbolica che contiene molto probabilmente al suo interno un diniego contro il degrado culturale, contro i difetti dei mezzi informativi e informatici e la mancanza di filtro valutativo del mondo. Qui il rumore non porta alla catarsi ma supporta la fragilità delle coscienze." Ettore Garzia, Percorsi Musicali, 2026.

01 _ Benvenuti 7:10
02 _ Decrescita Personale 4:22
03 _ Morte al Nervo Ottico 3:54
04 _ La parata Disperata 7:20
05 _ Google Farm Bombing 3:46
06 _ Pervasi Non Comunicanti 4:48
07 _ Dammene Troppa 4:00

(C) + (P) 2026
Alessio Del Donno _ electric guitar _ noise
Roberto Di Blasio _ alto saxophone
Alberto Plebe Piccinni _ alto saxophone
Simone Vincenzini _ drums
Giorgio Zeppilli _ electric bass

A rough quintet but never crude or hostile to the ear, with an exciting sound, coming from the Bologna area, which also includes Roberto Di Blasio (see Aniello Perduto, SM4660). Recorded by Giorgio Zeppilli (Winter 2023); stem mastering by Raffaele Morabito; mixed by Alessio Del Donno and Roberto Di Blasio. The cover is painted on cardboard of unknown origin. Found who knows where and given to Alessio by Simone Ielardi. If you know the artist, please contact us.

"(...) I Tuareg Calliope sono una band orbitante nell’area bolognese composta da Alessio Del Donno (chitarra elettrica), Roberto Di Blasio (sax alto), Alberto Plebe Piccinni (sax alto), Simone Vincenzini (batteria) e Giorgio Zeppilli (basso elettrico). Il gruppo sfrutta quell’intuizione trasversale che pone in correlazione un certo tipo di rock dalla tendenza progressista e rumorosa con l’improvvisazione libera e Casca Il Mondo, Casca La Terra... è tutt’altro che un esercizio pervasivo di una volontà di riprodurre fantasmi musicali; siamo in territori misti e senza compromessi, aree di intervento che l’etichetta di Giust spesso favorisce in virtù di nuovi elementi da considerare e al riguardo Di Blasio non è certo uno sconosciuto in casa Setola, dal momento che sotto lo pseudonimo di Aniello Perduto ha già pubblicato un precedente album solista del quale la critica specializzata ne ha parlato molto bene. Il titolo del CD potrebbe far presagire una negatività ben superiore a quella che la celebre filastrocca propone, ma allo stesso tempo non ci sono nemmeno elementi per poter supporre il contrario: è una dichiarazione politica con una sua drammaturgia, una che ci permette di intercettare una fase critica dell’umanità a cui evidentemente la band aderisce. Se è vero che la titolazione proietta una certa ironia (penso per esempio alle titolazioni, a Decrescita personale, Google farm bombing o Pervasi non comunicanti) è anche vero che la musica nel complesso ha un’esposizione più seria, è una scarica elettrica con percussività roteante; la fine delle certezze dell’umanità arriva con assoli non preordinati, sferzate di basso e chitarra e sassofoni che urlano materia informe. E’ una denuncia talvolta sghemba, come succede per esempio in Morte al nervo ottico, che mi fa pensare a quanto sia importante considerare ancora oggi le eredità musicali di un Captain Beefheart per un possibile trapianto ideologico nel free jazz, ma in generale ciò che sorprende è la bravura dei musicisti che sanno regalare una condizione strutturale della modernità che esula dal nichilismo, l’assurdo o il vuoto esistenziale e punta sulla forza e la dignità di un’espressione che è atto politico, protesta simbolica che contiene molto probabilmente al suo interno un diniego contro il degrado culturale, contro i difetti dei mezzi informativi e informatici e la mancanza di filtro valutativo del mondo. Qui il rumore non porta alla catarsi ma supporta la fragilità delle coscienze." Ettore Garzia, Percorsi Musicali, 2026.

01 _ Benvenuti 7:10
02 _ Decrescita Personale 4:22
03 _ Morte al Nervo Ottico 3:54
04 _ La parata Disperata 7:20
05 _ Google Farm Bombing 3:46
06 _ Pervasi Non Comunicanti 4:48
07 _ Dammene Troppa 4:00

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