MANIFESTO 25
IMPROVVISOFANTASIA (Giuseppe Giuliano, Manuela Galizia, Johnny Lapio, Federico Scalas, Gabriel Bechini, Giancarlo Schiaffini, Pietro Pompei, Stefano Giust) / DANIEL KIENTZY / GIUSEPPE GIULIANO / ALEXANDER PEROV / SYLVANO BUSSOTTI / YURI KASPAROV
CD digipack 6 pagine
Musicisti:
IMPROVVISOFANTASIA
Manuela Galizia _ voce
Giuseppe Giuliano _ pianoforte _ elettronica
Johnny Lapio _ tromba
Gabriel Bechini _ clarinetto in si _ clarinetto basso
Federico Scalas _ chitarra elettrica _ contrabbasso
Stefano Giust _ percussioni
Pietro Pompei _ percussioni
Giancarlo Schiaffini _ trombone _ tuba
DANIEL KIENTZY (on Nocturne matinal pour un saxophoniste) _ sax sopranino _ sax soprano _ sax contralto _ sax tenore _ sax baritono _ sax basso _ sax contrabbasso
Composizioni di:
GIUSEPPE GIULIANO
Nocturne matinal pour un saxophoniste (2024), Nebelstreif (2025), Manifesto 25 (2025)
ALEXANDER PEROV
Aggregate states (2025)
SYLVANO BUSSOTTI
Lachrimae (1978)
YURI KASPAROV
Gli specchi si guardano l’un l’altro (2025)
Registrazioni: Studio Nova Musica (Parigi), TNT Tower Studio (Roma), Master in Sonic Arts (Università degli Studi di Roma Tor Vergata).
Dalle note di copertina: "Le composizioni proposte all’ascolto in questo CD sono in relazione stretta fra loro per genesi e intenzioni musicali. Alcune sono state scritte appositamente per essere eseguite nel “Concerto per la pace”, avvenuto nel maggio 2025 presso l’Università di Roma 2 - Tor Vergata. Altre, come Nebelstreif e Nocturne matinal, fanno parte di una composizione più estesa, articolata in tre parti, quasi un polittico, che ha inizio con Manifesto 25.
La composizione di Giuseppe Giuliano - celatamente articolata nei suoi tre elementi, complementari e indipendenti sia nei titoli sia nella poetica - attraverso la drammaticità e le forze potenti e dinamiche del brano di inizio, evolve verso contesti sonori evocativi e indecifrabili (Nebelstreif), anche per l’uso simbolico della canzone medievale “L’homme armé”. La terza e ultima parte (Nocturne matinal), apre a situazioni immaginative metafisiche e luminose, rese immanenti dalla straordinaria bravura di Daniel Kientzy. Composizione solistica, dove l’esecutore rende partecipe tutto l’insieme dei sette saxofoni, dal sax sopranino al sax contrabbasso.
L’intesa artistica fra musicisti italiani e russi con la genesi di queste nuove composizioni, ha avuto origine dalla volontà di partecipazione ad un evento comune in favore della pace e del dialogo, attraverso una manifestazione che l’Arte, con la sua creatività e le sue possibilità di comunicazione, esercita attraverso l’amicizia e la collaborazione. Il CD include anche la presenza di Lachrimae, composizione del 1978 di Sylvano Bussotti, scritta per la scomparsa di una persona amica, che abbiamo ritenuto idonea per essere inserita in questo contesto.
Alexander Perov e Yuri Kasparov del Conservatorio di Mosca, con grande maestria e immaginazione hanno realizzato due composizioni straordinarie: Aggregate states, con forti caratteristiche improvvisative – sollecitate da ImprovvisoFantasia in riferimento al proprio modo di far musica – suona come un affresco pieno di metamorfosi, sempre più tensive e drammatiche nello svolgersi del tempo. Gli specchi si guardano l’un l’altro, di concezione più classica, attraverso il tragico e introspettivo testo del poeta Georgi Ivanov, ci conduce in un labirinto di similitudini e diversità con raffinata ironia, per giungere a mostrarci non l’Altro, ma la nostra stessa immagine riflessa.
Gli splendidi solisti di ImprovvisoFantasia - musicisti eclettici e dotati di eccellenti qualità tecniche e musicali - attraverso le varie tipologie di esecuzione richieste - hanno realizzato ed espresso al meglio le potenzialità artistiche delle composizioni interpretate, realizzando esecuzioni eccezionali e impeccabili." (Giuseppe Giuliano)
"(...) Nella musica di Giuseppe Giuliano si trovano sempre delle intelligenti convergenze. Giuliano le cerca nella sua scrittura strumentale, nel rapporto con gli altri musicisti, nelle libertà che vengono accordate. Sappiamo che è riuscito nell’intento di ottenere una collocazione non semplice di certe forme musicali, una che coordina la lezione weberniana in contesti più fluidi e imparentati con il mondo della libera improvvisazione: il contrasto introspettivo, l’accordo scagliato nel silenzio, le dinamiche improvvise o a grappolo, le flessibilità o l’intuizione del momento, si sono cristallizzate in uno stile personale, imperturbabile, con una logica vitale e drammaturgica allo stesso tempo, che vive incastrata nei suoni, nelle propulsioni sonore, nel sottofondo instabile che la musica di Giuseppe possiede a caratteri cubitali.
Una riprova ci viene fornita da Improvviso Fantasia – Manifesto 25, un CD che raccoglie alcune sue composizioni ed estratti del concerto ‘Suoni della Pace’ svoltosi a Roma lo scorso anno e di cui abbiamo dato informazione a suo tempo (leggi qui). La titolazione mette insieme il nome dell’ensemble con cui Giuliano sta operando da alcuni anni (con Schiaffini, Galizia, Giust, Lapio, Bechini, Scalas, Pompei) e un’esplicito rifiuto di appoggiare il riarmo in Europa, in ciò producendo un manifesto artistico di opposizione alla guerra: più che un’operazione politica è un tentativo di dimostrare che la musica può essere uno spazio di pace, soprattutto se è coesiva e incorpora le migliori progettualità della sua costituente sperimentale, obiettivi che sono stati raggiunti invitando i compositori russi a scrivere e coordinarsi con quelli italiani, nonché entrando nella logica di ‘guardare avanti’ e rientrare nell’area di destrutturazione sonora che ha dominato la seconda parte del novecento.
Detto questo, ogni pezzo del CD ha una sua storia e una sua valenza artistica, che qui cercherò di sintetizzare con un commento:
– Nocturne matinal pour un saxophoniste è un pezzo per sassofoni scritto da Giuliano per Daniel Kientzy. E’ incentrato sulle tecniche estese e sulla pluralità in registro dei sassofoni, dal momento che ne prevede l’uso della gamma dal sopranino al contrabbasso; in pratica 7 sassofoni che vengono passati in rassegna durante il brano che già dal titolo esprime un ossimoro (un notturno mattutino), con una partitura semigrafica e intuitiva in cui appaiono brevi indicazioni di note sovente non pentagrammate, di dinamiche, pennellate di vario colore (giallo e nero, arancio e blu), tutti simboli che cercano di indicare una prospettiva espressiva. Il risultato acustico è inconsueto, misterioso ed enigmatico, con margini ampi per l’interprete: Kientzy magnifica la tecnica virtuosa, con multifonie, slap-tongue e una serie di difficili alterazioni che virano verso una nuova identità della famiglia dei sassofoni.
– Nebelstreif è un pezzo di Giuliano per tromba, clarinetto basso e percussioni, che persevera nel contesto sonoro ambiguo e indecifrabile prendendo spunto da un verso di Erlkönig di Goethe (‘Mein Sohn, es ist ein Nebelstreif’ che in italiano letteralmente sta per ‘figlio mio, è solo una striscia di nebbia’) e poi dalla melodia popolare medievale di L’homme armé. Questi due eventi sono catturati come ‘illusioni’, musicalmente sono drivers che producono una coltre acustica misteriosa (anche qui le estensioni giocano a favore di un umore nebbioso, quello della risposta del padre che tranquilizza il figlio che sta vedendo il Re degli Elfi) o appaiono sotto forma di frammenti irriconoscibili nelle trame dei musicisti (la melodia di L’homme armé si intuisce solo per pochi attimi perché destrutturata). Nebelstreif potrebbe andar benissimo in un film di Fassbinder.
– Manifesto 25 è invece musica di Giuliano che impegna trombone/tuba, contrabbasso, percussioni ed elettronica. E’ una struttura aperta che Schiaffini, Giust, Scalas e lo stesso Giuliano all’elettronica hanno suonato al concerto della pace romano ma che qui viene proposta in una versione da studio: quasi dieci minuti in cui è impossibile definire limiti temporali, dove le coordinate timbriche e i percorsi d’azione sono esposizioni artistiche che riflettono la bravura dei musicisti impegnati, tecniche estese che esteticamente insistono su una dialettica straniante, un suono sui generis, a volte più serio a volte bislacco, ma fondamentalmente inquieto come la realtà geopolitica che vuole rappresentare, con frequenze di vario tipo, caotiche, oscure, fangose e puntellate da colpi secchi, metallici e sotterranei, e da un’elettronica dilatatoria che fa da ombrello.
– Aggregate States è una composizione di Alexander Perov per 6 elementi, tratta dal concerto romano, che vuole esplorare in astratto il concetto di ‘mutazione’ trasponendolo nelle istanze di un materiale acustico condiviso. Le parti di pianoforte e di chitarra elettrica rivestono un importante compito (Giuliano e Scalas) perché devono preparare il terreno all’ulteriore espansione strumentale; i contrasti sono molti evidenziati ed una certa fertilità free jazz è udibile ma più che parlare di simulazioni di stati qui mi sembra che sia più corretto parlare di un magnetismo sonoro che Perov ha cercato di sottoporre ai musicisti attraverso una partitura grafica e prescrittiva in cui si evincono solo i modi con cui le note devono essere suonate (densità degli accordi sul piano, quantità d’aria da immettere nei fiati, distorsioni della chitarra elettrica, etc.).
– Lachrimae è una composizione del primo Bussotti scritta nel 1978 nell’era del teatro progressivo e del periodo d’oro della sperimentazione vocale. L’interpretazione dell’Improvviso Fantasia con Manuela Galizia alla voce è in linea con la natura aperta dell’ensemble, dove lo scopo è quello di un’interazione frammentata e caotica che va oltre gli aspetti pensati dal compositore toscano; Bussotti aveva creato una partitura pittografica composta da un unico grande foglio di note e disegni, quadratini e tratteggi con una numerazione non vincolante per l’esecutore, in tal modo lasciando a quest’ultimo il percorso da scegliere e in particolare, per la cantante, la misurazione della poetica ricavata dalle brevissime frasi inscritte nei quadratini (nomi, appelli, manierismi), in breve mai due interpretazioni uguali ma improvvisazioni intinte nella fantasia libera di forma, musica e scena. Galizia è molto brava nel riportare drammaturgia inusuale, fonemi per lo più che ruotano intorno ad un’interazione incrociata con gli strumenti ma svincolata sotto il profilo del sostegno al canto e la significatività performativa.
– Gli specchi si guardano l’un l’altro è di Yuri Kasparov, brillante allievo di Denisov, 8 minuti circa in cui l’Improvviso Fantasia si inoltra sul tema dell’identità così come istruito da Georgij Vladimirovič Ivanov, poeta del primo novecento vissuto in Francia distintosi per la sua poetica da amabile nichilista; Kasparov parte dalla sua poesia, la quale attraverso le immagini di specchi deformanti riflette un cinismo sull’arte e la condizione umana, tragicamente votata al fallimento. Musicalmente, perciò ci si concentra sull’introspezione e la realizzazione di questo vuoto con una struttura peculiare che gioca sui riflessi e le illusioni musicali, su frammentazioni e asimmetrie strumentali, con continui rimbalzi timbrici e la voce di Galizia che esprime una raffinata ironia di fondo." Ettore Garzia, Percorsi Musicali, 2026.
01 _ Nocturne matinal pour un saxophoniste (Giuseppe Giuliano, 2024) 9:42
saxofoni: Daniel Kientzy
02 _ Nebelstreif (Giuseppe Giuliano, 2025) 7:46
tromba: Johnny Lapio
clarinetto basso: Gabriel Bechini
percussioni: Pietro Pompei
03 _ Manifesto 25 (Giuseppe Giuliano, 2025) 9:59
trombone e tuba: Giancarlo Schiaffini
contrabbasso: Federico Scalas
percussioni: Stefano Giust
elettronica: Giuseppe Giuliano
04 _ Aggregate states (Alexander Perov, 2025) 14:43
pianoforte: Giuseppe Giuliano
tromba: Johnny Lapio
clarinetto basso: Gabriel Bechini
trombone: Giancarlo Schiaffini
chitarra elettrica: Federico Scalas
percussioni: Stefano Giust
05 _ Lachrimae (Sylvano Bussotti, 1978) 12:51
voce: Manuela Galizia
tromba: Johnny Lapio
clarinetto basso: Gabriel Bechini
trombone: Giancarlo Schiaffini
contrabbasso: Federico Scalas
percussioni: Stefano Giust
06 _ Gli specchi si guardano l’un l’altro (Yuri Kasparov, 2025) 8:14
voce: Manuela Galizia
pianoforte: Giuseppe Giuliano
tromba: Johnny Lapio
clarinetto in si: Gabriel Bechini
trombone: Giancarlo Schiaffini
chitarra elettrica: Federico Scalas
percussioni: Stefano Giust
(C) + (P) 2026
CD digipack 6 pages
Musicians:
IMPROVVISOFANTASIA
Manuela Galizia _ voice
Giuseppe Giuliano _ piano _ electronics
Johnny Lapio _ trumpet
Gabriel Bechini _ b clarinet _ bass clarinet
Federico Scalas _ electric guitar _ double bass
Stefano Giust _ percussions
Pietro Pompei _ percussions
Giancarlo Schiaffini _ trombone _ tuba
DANIEL KIENTZY (in Nocturne matinal pour un saxophoniste) _ sopranino sax _ soprano sax _ alto sax _ tenor sax _ baritone sax _ bass sax _ contrabass sax
Compositions by:
GIUSEPPE GIULIANO
Nocturne matinal pour un saxophoniste (2024), Nebelstreif (2025), Manifesto 25 (2025)
ALEXANDER PEROV
Aggregate states (2025)
SYLVANO BUSSOTTI
Lachrimae (1978)
YURI KASPAROV
Gli specchi si guardano l’un l’altro (2025)
Recordings: Studio Nova Musica (Paris), TNT Tower Studio (Rome), Master in Sonic Arts (University of Rome Tor Vergata).
From the liner notes: "Le composizioni proposte all’ascolto in questo CD sono in relazione stretta fra loro per genesi e intenzioni musicali. Alcune sono state scritte appositamente per essere eseguite nel “Concerto per la pace”, avvenuto nel maggio 2025 presso l’Università di Roma 2 - Tor Vergata. Altre, come Nebelstreif e Nocturne matinal, fanno parte di una composizione più estesa, articolata in tre parti, quasi un polittico, che ha inizio con Manifesto 25.
La composizione di Giuseppe Giuliano - celatamente articolata nei suoi tre elementi, complementari e indipendenti sia nei titoli sia nella poetica - attraverso la drammaticità e le forze potenti e dinamiche del brano di inizio, evolve verso contesti sonori evocativi e indecifrabili (Nebelstreif), anche per l’uso simbolico della canzone medievale “L’homme armé”. La terza e ultima parte (Nocturne matinal), apre a situazioni immaginative metafisiche e luminose, rese immanenti dalla straordinaria bravura di Daniel Kientzy. Composizione solistica, dove l’esecutore rende partecipe tutto l’insieme dei sette saxofoni, dal sax sopranino al sax contrabbasso.
L’intesa artistica fra musicisti italiani e russi con la genesi di queste nuove composizioni, ha avuto origine dalla volontà di partecipazione ad un evento comune in favore della pace e del dialogo, attraverso una manifestazione che l’Arte, con la sua creatività e le sue possibilità di comunicazione, esercita attraverso l’amicizia e la collaborazione. Il CD include anche la presenza di Lachrimae, composizione del 1978 di Sylvano Bussotti, scritta per la scomparsa di una persona amica, che abbiamo ritenuto idonea per essere inserita in questo contesto.
Alexander Perov e Yuri Kasparov del Conservatorio di Mosca, con grande maestria e immaginazione hanno realizzato due composizioni straordinarie: Aggregate states, con forti caratteristiche improvvisative – sollecitate da ImprovvisoFantasia in riferimento al proprio modo di far musica – suona come un affresco pieno di metamorfosi, sempre più tensive e drammatiche nello svolgersi del tempo. Gli specchi si guardano l’un l’altro, di concezione più classica, attraverso il tragico e introspettivo testo del poeta Georgi Ivanov, ci conduce in un labirinto di similitudini e diversità con raffinata ironia, per giungere a mostrarci non l’Altro, ma la nostra stessa immagine riflessa.
Gli splendidi solisti di ImprovvisoFantasia - musicisti eclettici e dotati di eccellenti qualità tecniche e musicali - attraverso le varie tipologie di esecuzione richieste - hanno realizzato ed espresso al meglio le potenzialità artistiche delle composizioni interpretate, realizzando esecuzioni eccezionali e impeccabili." (Giuseppe Giuliano)
"(...) Nella musica di Giuseppe Giuliano si trovano sempre delle intelligenti convergenze. Giuliano le cerca nella sua scrittura strumentale, nel rapporto con gli altri musicisti, nelle libertà che vengono accordate. Sappiamo che è riuscito nell’intento di ottenere una collocazione non semplice di certe forme musicali, una che coordina la lezione weberniana in contesti più fluidi e imparentati con il mondo della libera improvvisazione: il contrasto introspettivo, l’accordo scagliato nel silenzio, le dinamiche improvvise o a grappolo, le flessibilità o l’intuizione del momento, si sono cristallizzate in uno stile personale, imperturbabile, con una logica vitale e drammaturgica allo stesso tempo, che vive incastrata nei suoni, nelle propulsioni sonore, nel sottofondo instabile che la musica di Giuseppe possiede a caratteri cubitali.
Una riprova ci viene fornita da Improvviso Fantasia – Manifesto 25, un CD che raccoglie alcune sue composizioni ed estratti del concerto ‘Suoni della Pace’ svoltosi a Roma lo scorso anno e di cui abbiamo dato informazione a suo tempo (leggi qui). La titolazione mette insieme il nome dell’ensemble con cui Giuliano sta operando da alcuni anni (con Schiaffini, Galizia, Giust, Lapio, Bechini, Scalas, Pompei) e un’esplicito rifiuto di appoggiare il riarmo in Europa, in ciò producendo un manifesto artistico di opposizione alla guerra: più che un’operazione politica è un tentativo di dimostrare che la musica può essere uno spazio di pace, soprattutto se è coesiva e incorpora le migliori progettualità della sua costituente sperimentale, obiettivi che sono stati raggiunti invitando i compositori russi a scrivere e coordinarsi con quelli italiani, nonché entrando nella logica di ‘guardare avanti’ e rientrare nell’area di destrutturazione sonora che ha dominato la seconda parte del novecento.
Detto questo, ogni pezzo del CD ha una sua storia e una sua valenza artistica, che qui cercherò di sintetizzare con un commento:
– Nocturne matinal pour un saxophoniste è un pezzo per sassofoni scritto da Giuliano per Daniel Kientzy. E’ incentrato sulle tecniche estese e sulla pluralità in registro dei sassofoni, dal momento che ne prevede l’uso della gamma dal sopranino al contrabbasso; in pratica 7 sassofoni che vengono passati in rassegna durante il brano che già dal titolo esprime un ossimoro (un notturno mattutino), con una partitura semigrafica e intuitiva in cui appaiono brevi indicazioni di note sovente non pentagrammate, di dinamiche, pennellate di vario colore (giallo e nero, arancio e blu), tutti simboli che cercano di indicare una prospettiva espressiva. Il risultato acustico è inconsueto, misterioso ed enigmatico, con margini ampi per l’interprete: Kientzy magnifica la tecnica virtuosa, con multifonie, slap-tongue e una serie di difficili alterazioni che virano verso una nuova identità della famiglia dei sassofoni.
– Nebelstreif è un pezzo di Giuliano per tromba, clarinetto basso e percussioni, che persevera nel contesto sonoro ambiguo e indecifrabile prendendo spunto da un verso di Erlkönig di Goethe (‘Mein Sohn, es ist ein Nebelstreif’ che in italiano letteralmente sta per ‘figlio mio, è solo una striscia di nebbia’) e poi dalla melodia popolare medievale di L’homme armé. Questi due eventi sono catturati come ‘illusioni’, musicalmente sono drivers che producono una coltre acustica misteriosa (anche qui le estensioni giocano a favore di un umore nebbioso, quello della risposta del padre che tranquilizza il figlio che sta vedendo il Re degli Elfi) o appaiono sotto forma di frammenti irriconoscibili nelle trame dei musicisti (la melodia di L’homme armé si intuisce solo per pochi attimi perché destrutturata). Nebelstreif potrebbe andar benissimo in un film di Fassbinder.
– Manifesto 25 è invece musica di Giuliano che impegna trombone/tuba, contrabbasso, percussioni ed elettronica. E’ una struttura aperta che Schiaffini, Giust, Scalas e lo stesso Giuliano all’elettronica hanno suonato al concerto della pace romano ma che qui viene proposta in una versione da studio: quasi dieci minuti in cui è impossibile definire limiti temporali, dove le coordinate timbriche e i percorsi d’azione sono esposizioni artistiche che riflettono la bravura dei musicisti impegnati, tecniche estese che esteticamente insistono su una dialettica straniante, un suono sui generis, a volte più serio a volte bislacco, ma fondamentalmente inquieto come la realtà geopolitica che vuole rappresentare, con frequenze di vario tipo, caotiche, oscure, fangose e puntellate da colpi secchi, metallici e sotterranei, e da un’elettronica dilatatoria che fa da ombrello.
– Aggregate States è una composizione di Alexander Perov per 6 elementi, tratta dal concerto romano, che vuole esplorare in astratto il concetto di ‘mutazione’ trasponendolo nelle istanze di un materiale acustico condiviso. Le parti di pianoforte e di chitarra elettrica rivestono un importante compito (Giuliano e Scalas) perché devono preparare il terreno all’ulteriore espansione strumentale; i contrasti sono molti evidenziati ed una certa fertilità free jazz è udibile ma più che parlare di simulazioni di stati qui mi sembra che sia più corretto parlare di un magnetismo sonoro che Perov ha cercato di sottoporre ai musicisti attraverso una partitura grafica e prescrittiva in cui si evincono solo i modi con cui le note devono essere suonate (densità degli accordi sul piano, quantità d’aria da immettere nei fiati, distorsioni della chitarra elettrica, etc.).
– Lachrimae è una composizione del primo Bussotti scritta nel 1978 nell’era del teatro progressivo e del periodo d’oro della sperimentazione vocale. L’interpretazione dell’Improvviso Fantasia con Manuela Galizia alla voce è in linea con la natura aperta dell’ensemble, dove lo scopo è quello di un’interazione frammentata e caotica che va oltre gli aspetti pensati dal compositore toscano; Bussotti aveva creato una partitura pittografica composta da un unico grande foglio di note e disegni, quadratini e tratteggi con una numerazione non vincolante per l’esecutore, in tal modo lasciando a quest’ultimo il percorso da scegliere e in particolare, per la cantante, la misurazione della poetica ricavata dalle brevissime frasi inscritte nei quadratini (nomi, appelli, manierismi), in breve mai due interpretazioni uguali ma improvvisazioni intinte nella fantasia libera di forma, musica e scena. Galizia è molto brava nel riportare drammaturgia inusuale, fonemi per lo più che ruotano intorno ad un’interazione incrociata con gli strumenti ma svincolata sotto il profilo del sostegno al canto e la significatività performativa.
– Gli specchi si guardano l’un l’altro è di Yuri Kasparov, brillante allievo di Denisov, 8 minuti circa in cui l’Improvviso Fantasia si inoltra sul tema dell’identità così come istruito da Georgij Vladimirovič Ivanov, poeta del primo novecento vissuto in Francia distintosi per la sua poetica da amabile nichilista; Kasparov parte dalla sua poesia, la quale attraverso le immagini di specchi deformanti riflette un cinismo sull’arte e la condizione umana, tragicamente votata al fallimento. Musicalmente, perciò ci si concentra sull’introspezione e la realizzazione di questo vuoto con una struttura peculiare che gioca sui riflessi e le illusioni musicali, su frammentazioni e asimmetrie strumentali, con continui rimbalzi timbrici e la voce di Galizia che esprime una raffinata ironia di fondo." Ettore Garzia, Percorsi Musicali, 2026.
01 _ Nocturne matinal pour un saxophoniste (Giuseppe Giuliano, 2024) 9:42
saxophones: Daniel Kientzy
02 _ Nebelstreif (Giuseppe Giuliano, 2025) 7:46
trumpet: Johnny Lapio
bass clarinet: Gabriel Bechini
percussions: Pietro Pompei
03 _ Manifesto 25 (Giuseppe Giuliano, 2025) 9:59
trombone and tuba: Giancarlo Schiaffini
double bass: Federico Scalas
percussions: Stefano Giust
electronics: Giuseppe Giuliano
04 _ Aggregate states (Alexander Perov, 2025) 14:43
piano: Giuseppe Giuliano
trumpet: Johnny Lapio
bass clarinet: Gabriel Bechini
trombone: Giancarlo Schiaffini
electric guitar: Federico Scalas
percussions: Stefano Giust
05 _ Lachrimae (Sylvano Bussotti, 1978) 12:51
voice: Manuela Galizia
trumpet: Johnny Lapio
bass clarinet: Gabriel Bechini
trombone: Giancarlo Schiaffini
double bass: Federico Scalas
percussions: Stefano Giust
06 _ Gli specchi si guardano l’un l’altro (Yuri Kasparov, 2025) 8:14
voice: Manuela Galizia
piano: Giuseppe Giuliano
trumpet: Johnny Lapio
b clarinet: Gabriel Bechini
trombone: Giancarlo Schiaffini
electric guitar: Federico Scalas
percussions: Stefano Giust
(C) + (P) 2026