MINESDRONE
MINESDRONE (Matteo Minotto, Michele Bondesan, Alessandro Gambato)
Matteo Minotto _ fiati _ percussione
Michele Bondesan _ contrabbasso preparato
Alessandro Gambato _ live electronics
Come amano definirsi loro stessi, e a ragione, "MinesDrone è un viaggio che dissolve i confini di tempo, spazio e identità, intessendo texture di musica ambientale e improvvisazione elettroacustica, combinando strumenti tradizionali, oggetti e manipolazione di software per creare un linguaggio musicale che si proietti oltre la postmodernità. La musica è contemporaneamente basata sui droni e un amosaico di frammenti." Registrato da Edoardo Carli nel gennaio 2025 a Sotto il Mare (Verona); mixato da MinesDrone; maestro di Alessandro Gambato.
"(...) C’è ancora spazio per una ricerca che ponga nuove relazioni tra drone music e improvvisazione libera? La risposta giusta non deve investire solo il lato pedagogico o estetico ma puntare ai contenuti della relazione. Se la storia insegna che il connubio è stato esplorato moltissime volte e con criteri differenti, un altro insegnamento da non sottovalutare è quello della trasformazione dell’identità del drone, non un fondo statico ma un terreno neutro e ampio per l’intensificarsi dell’improvvisazione: in pratica, il drone può guidare l’improvvisazione ed essere uno strumento che facilita l’interazione acuendone i sensi. Di queste qualità sono evidentemente al corrente i musicisti del trio di Minesdrone, ossia Matteo Minotto a fagotto, oggetti e percussoni, Michele Bondesan a contrabbasso preparato e Alessandro Gambato al live electronics, che nell’interpretazione dialettica del termine italiano svelato facilmente dalla contrazione trovano sussulti utili per una personale sperimentazione d’intenti. La musica di Minesdrone si sviluppa in una sorta di suite in 4 parti, dove per ognuna di loro si costruisce una combinazione di texture dronistiche ed elettroniche, frammenti, decostruzioni, pulsazioni ritmiche e percussive, plasmate secondo i criteri dell’improvvisazione. L’ottima riuscita di queste testure che viaggiano come in una sorta di liquido amniotico è funzione del raggiungimento di una memoria lontana, circostanza che viene sottolineata dal trio nelle note di accompagnamento delle loro esibizioni senza però specificare il tipo e la direzione; ad ogni modo non si può non ammettere che le strutture fascinose così create non abbiano le essenze di un post-moderno musicale che non deve essere visto come la fine della narrazione musicale (purtroppo un concetto che fa breccia in molta musicologia del nostro secolo) ma come un esperimento focalizzato sul suono, dove l’identità del singolo scompare nell’identità collettiva e il suono stesso è un autonomo object: quando non si commette l’errore di saturare troppo o di offrire canali di linearità allora si possono fare molte micro-scoperte. E’ questo il messaggio principale che deriva dalle belle testure di Minesdrone." Ettore Garzia, Percorsi Musicali, 2026.
01 _ I 14:33
02 _ II 10:38
03 _ III 3:27
04 _ IV 10:45
(C) + (P) 2026
Matteo Minotto _ reeds _ percussion
Michele Bondesan _ prepared double bass
Alessandro Gambato _ live electronics
As they like to define themselves, and rightly so, "MinesDrone is a journey that dissolves the boundaries of time, space and identity, engaging with the textures of ambient music and electroacoustic improvisation, combining traditional instruments, objects, and software manipulation to create a musical language that projects beyond postmodernity. The music is simultaneously drone-based and a mosaic of fragments." Recorded by Edoardo Carli on January 2025 at Sotto il Mare (Verona); mixed by MinesDrone; master by Alessandro Gambato.
"(...) C’è ancora spazio per una ricerca che ponga nuove relazioni tra drone music e improvvisazione libera? La risposta giusta non deve investire solo il lato pedagogico o estetico ma puntare ai contenuti della relazione. Se la storia insegna che il connubio è stato esplorato moltissime volte e con criteri differenti, un altro insegnamento da non sottovalutare è quello della trasformazione dell’identità del drone, non un fondo statico ma un terreno neutro e ampio per l’intensificarsi dell’improvvisazione: in pratica, il drone può guidare l’improvvisazione ed essere uno strumento che facilita l’interazione acuendone i sensi. Di queste qualità sono evidentemente al corrente i musicisti del trio di Minesdrone, ossia Matteo Minotto a fagotto, oggetti e percussoni, Michele Bondesan a contrabbasso preparato e Alessandro Gambato al live electronics, che nell’interpretazione dialettica del termine italiano svelato facilmente dalla contrazione trovano sussulti utili per una personale sperimentazione d’intenti. La musica di Minesdrone si sviluppa in una sorta di suite in 4 parti, dove per ognuna di loro si costruisce una combinazione di texture dronistiche ed elettroniche, frammenti, decostruzioni, pulsazioni ritmiche e percussive, plasmate secondo i criteri dell’improvvisazione. L’ottima riuscita di queste testure che viaggiano come in una sorta di liquido amniotico è funzione del raggiungimento di una memoria lontana, circostanza che viene sottolineata dal trio nelle note di accompagnamento delle loro esibizioni senza però specificare il tipo e la direzione; ad ogni modo non si può non ammettere che le strutture fascinose così create non abbiano le essenze di un post-moderno musicale che non deve essere visto come la fine della narrazione musicale (purtroppo un concetto che fa breccia in molta musicologia del nostro secolo) ma come un esperimento focalizzato sul suono, dove l’identità del singolo scompare nell’identità collettiva e il suono stesso è un autonomo object: quando non si commette l’errore di saturare troppo o di offrire canali di linearità allora si possono fare molte micro-scoperte. E’ questo il messaggio principale che deriva dalle belle testure di Minesdrone." Ettore Garzia, Percorsi Musicali, 2026.
01 _ I 14:33
02 _ II 10:38
03 _ III 3:27
04 _ IV 10:45
(C) + (P) 2026